SANITA’. Film Moore, Tribunale Diritti del Malato: “Anche noi difendiamo servizio pubblico”

I cittadini sono grati a Michael Moore per aver ricordato con il suo film, anche a noi italiani, quanto l’assistenza sanitaria sia un diritto di tutti, al di là del proprio reddito. Un sistema sanitario pubblico come quello italiano deve restare un vero punto di riferimento per i cittadini". Queste le dichiarazioni di Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato in occasione della presentazione italiana di Sicko, il film denuncia del regista americano.

"La critica costruttiva avanzata dalle organizzazioni civiche va letta proprio come una difesa "a spada tratta" della sanità pubblica. Ma questa convinzione non impedisce di cogliere alcuni nodi non ancora sciolti e che non possono essere definiti come semplice "retorica della mala sanità": attese troppo lunghe, che costringono spesso a pagare di tasca propria le prestazioni e a distinguere una sanità per i ricchi e una per i poveri; errori di diagnosi e terapia; difficoltà di assistenza a malati cronici, oncologici, psichiatrici e affetti da patologie rare; viaggi della speranza da una regione all’altra o all’estero; scarsa assistenza al domicilio, nel campo della riabilitazione e della terapia del dolore, mancanza di sicurezza in diverse strutture sanitarie, nonché difficoltà di accesso alle informazioni e superficialità nei comportamenti. Ora, oltre ai riconoscimenti per il nostro sistema sanitario nazionale, ci attendiamo dei risultati nel miglioramento delle diverse "aree grigie" di cui abbiamo fornito alcuni dei possibili esempi. Ci mettiamo a disposizione di un eventuale regista che volesse rappresentare un viaggio nella sanità italiana attraverso l’esperienza quotidiana dei cittadini".

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