SANITA’. In Piemonte latte in polvere gratis solo per le mamme con patologie

Perplessità in Piemonte per la nuova delibera regionale sul latte in polvere. Contrariamente alle aspettative la giunta non ha predisposto aiuti per tutte le mamme che non hanno sufficiente latte per allattare al seno in modo naturale ma solo per le donne con patologie come Aids, sieropositività Hiv, cancro mammario, herpes al capezzolo, epatite o alcolismo. Mentre l’assessore alla Sanità Eleonora Artesio sottolinea come la decisione rispetti "alla lettera le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità", consigliere regionali come la democratica Paola Pozzi non ci stanno: "Conosciamo l’importanza dell’allattamento al seno e non la mettiamo in dubbio – dice – bisogna però prendere atto che un certo numero di donne non può allattare semplicemente perché non ha latte a sufficienza".

E poi rincara la dose: "Si teme che favorire l’uso del latte in polvere possa vanificare gli sforzi per sostenere l’allattamento al seno? D’accordo. Ma se una donna sana che ha partorito è sempre in grado di allattare quando è ben seguita, allora il problema è a monte: anche in Piemonte ci sono donne non ben seguite".

Più cauto il commento della Federazione italiana medici pediatri che pur sostenendo la priorità dell’allattamento al seno, non nega però che ci sia un problema di costi per chi è costretto a comprare il latte in polvere: "E’ auspicabile – fanno sapere – che, approvata la gratuità per i casi definiti dall’Oms, si pensi a un aiuto economico per le famiglie in difficoltà a causa del latte in polvere".

Al tema dell’allattamento al seno sarà dedicato il 13 marzo il quarto incontro del corso multidisciplinare di Educazione allo sviluppo promosso dal Comitato Provinciale di Torino dell’Unicef. Nella sede torinese dell’organismo internazionale interverranno esperti dei progetti "Ospedali e Comunità Amici dei Bambini".

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