SANITA’. In un dossier di Confesercenti tutti gli sprechi del settore

Una lista di ospedali mai terminati o mal utilizzati, personale medico esuberante e paramedico insufficiente, investimenti improbabili e consulenze miliardarie, prescrizioni a pioggia, posti letto a tre o cinque stelle con costi differenti da regione a regione, così come le operazioni chirurgiche. In una parola, sprechi, quantificabili in circa 17 miliardi di euro. La cifra è stata calcolata dalla Confesercenti che ha raccolto in un dossier alcuni casi eclatanti di inefficienze, presentato oggi a Roma nell’ambito di 100 casi di spreco nella sanità.

Un risparmio enorme dunque – spiega il presidente dell’associazione Marco Venturi – se la gestione della sanità fosse improntata a maggiore razionalità e costantemente monitorata. Il Servizio Sanitario Nazionale – continua Venturi – deve garantire a tutti ciò di cui hanno bisogno realmente, evitando squilibri: occorre evitare che un appendicite o una colecisti valgano in Umbria molto più che in Veneto, che in un ospedale del nord si possa effettuare un esame in un terzo del tempo necessario in una struttura del meridione. Non è accettabile che in un nosocomio della capitale ci sia un numero di operatori sconosciuto, così come le loro funzioni, o che in un istituto pubblico di ricerca un dirigente medico ortopedico percepisca 1.200 euro l ora per consulenze, mentre, in quasi tutta Italia, una donna è costretta ad aspettare 60 giorni per una mammografia". "Siamo di fronte ad una casistica sconfortante sia in termini sociali, sia in termini finanziari. La nostra inchiesta si è scontrata con la tristemente nota Malasanità, dove gli sprechi sono l espressione numerica del disagio al quale sono costretti milioni di cittadini". "Per questo – ha concluso Venturi – al ministro della Salute, Livia Turco, chiediamo di intervenire subito e con decisione su un settore importantissimo nella vita del Paese, affinché possa tornare a garantire una migliore assistenza ai cittadini e possa restituire allo sviluppo le risorse impropriamente sperperate".

Interesse per l’argomento ha dimostrato il ministro della salute Livia Turco che in una lettera indirizzata al presidente Venturi ha fatto sapere che il problema degli sprechi è prioritario: "Tra le prime iniziative che intendo realizzare, in accordo con le Regioni, figura – afferma il ministro – una costante azione di monitoraggio delle attività delle diverse strutture sanitarie che faccia delle verifiche dei risultati ottenuti e dell’appropriatezza degli interventi effettuati i suoi punti di forza".

 

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