SANITA’. Indennità di accompagnamento, in piazza contro la Manovra

Oggi a Roma c’è stata la manifestazione contro l’emendamento alla Manovra finanziaria che intende restringere i criteri per la concessione dell’indennità di accompagnamento. "E’ uno degli attacchi più imbarazzanti ai diritti dei cittadini cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Per questo siamo in piazza oggi nella manifestazione indetta da FISH e FAND contro le norme della manovra finanziaria che colpiscono i disabili" ha dichiarato Tonino Aceti, responsabile del Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici di Cittadinanzattiva.

"Dopo l’annunciato ritiro della norma che innalzava la soglia per l’invalidità, chiediamo l’immediata cancellazione di quella che restringe i criteri per ottenere la indennità di accompagnamento – continua Aceti – Se il Governo procedesse su questa scellerata strada, non si colpirebbero i falsi invalidi, come si vuole far credere, ma la dignità di persone che ne hanno diritto: i cittadini con sofferenza mentale, gli affetti da sindrome di Down, e coloro che soffrono di artride reumatoide non avrebbero più diritto all’indennità, ovvero a quella miseria di 480 euro al mese per provare a sostenere, ad esempio, i 1000 euro necessari a pagare la badante. Una vergogna da cancellare subito".

Oggi a manifestare c’era anche il Forum del Terzo Settore, il cui portavoce, Andrea Olivero, ha dichiarato: "Apprezziamo le dichiarazioni del relatore Azzolini ma sino alla stesura definitiva della Manovra Finanziaria manterremo alta l’attenzione, sostenendo le iniziative che Fish e Fand intenderanno attuare in futuro per veder ripristinata la soglia del 74% d’invalidità per l’ottenimento dell’assegno". "L’aspetto più deprimente e sconvolgente di questa vicenda – ha aggiunto Olivero – è l’esiguità della cifra di cui si sta trattando: 256,67 euro mensili. A tanto ammonta infatti l’importo dell’assegno il cui godimento dovrebbe – nelle intenzioni del Governo – essere subordinato ad altre due condizioni: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95 euro". "Ci domandiamo – conclude Olivero – se un risparmio cosi modesto per le casse dello Stato possa giustificare un tale disagio per cittadini che vivono in una vera situazione di bisogno".

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