SANITA’. Lazio, CODICI: liste d’attesa infinite, 6 mesi per un’ecografia mammaria

Le liste d’attesa non finiscono mai: perché per definizione sono lunghissime, e perché rappresentano un problema che continua a pesare nella gestione della sanità e a provocare disagi immani ai cittadini e ai pazienti. L’ultima denuncia, solo in ordine di tempo, arriva dal CODICI che riprende una dichiarazione di un consigliere del Lazio: "6 mesi di attesa per un’ecografia mammaria in una struttura pubblica del Lazio, prenotando l’esame chiamando il ReCUP. E’ quanto apprendiamo dalle recenti dichiarazioni di Foschi, Consigliere del Pd della Regione Lazio e membro della Commissione Sanità alla Pisana".

Il Lazio, del resto, non brilla per liste di attesa, e la situazione della sanità regionale è notoriamente critica. "In fatto di liste d’attesa, la sanità nel Lazio è un cattivo esempio per l’Italia, un pessimo punto di riferimento per i cittadini – denuncia CODICI – 156 giorni per una tac del capo, senza e con contrasto tc alla ASL di Latina presso gli Ambulatori Ospedalieri di Terracina, 160 giorni per poter effettuare una risonanza magnetica nucleare della colonna, senza e con contrasto alla ASL di Rieti, Ospedale "San Camillo De Lellis". La situazione non migliora certo se ci spostiamo nella Capitale, dove al Poliambulatorio Chianti della ASL Roma A, il paziente è costretto ad attendere 120 giorni per un’ecografia ostetrica".

"L’attività professionale intramuraria concorre sicuramente all’allungamento dei tempi", commenta Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI. Non tutte le Asl sono inoltre adempienti alla legge che prevede tariffe sotto controllo e spazi adeguati per l’attività intramoenia. "Occorre, pertanto, rivedere la gestione dell’attività professionale intramuraria, – afferma CODICI – subordinando la sua concessione al conseguimento effettivo della riduzione delle liste di attesa, come vuole la legge".

C’è anche il capitolo costi. "Un paziente su tre, che ha ricevuto un ricovero programmato, dichiara che prima di essere ricoverato ha dovuto farsi visitare privatamente o intramoenia dal medico dell’ospedale, pur avendo già ricevuto l’indicazione del ricovero da un altro medico. Ovviamente la spesa della visita dipende dalla prestazione sanitaria e dallo specialista che andrà ad eseguirla. Possiamo comunque affermare che per una visita specialistica senologica si spenderà mediamente intorno ai 150 euro, per una visita cardiologica 100 euro, per una visita oculistica intorno ai 130 euro, per un’ecografia dell’addome anche 200 euro. Cifre da capogiro – conclude l’associazione – soprattutto in considerazione del fatto che le visite specialistiche si svolgono tutte all’interno di una Azienda sanitaria pubblica".

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