SANITA’. Lazio, truffa a servizio sanitario regionale. CODICI: “Colpa dell’assenza di controlli”

Dopo aver appreso dalla stampa la notizia della truffa al servizio sanitario regionale del Lazio, il CODICI invita "il Presidente della Regione a mettere in piedi un sistema di controllo sulle Asl con continue verifiche sulla gestione degli appalti di tutti gli ospedali romani e della Regione Lazio". Dall’indagine del nucleo investigativo dei carabinieri è venuto alla luce un consolidato sistema di corruzione connesso alla gestione di appalti in alcuni ospedali romani; in questa operazione sono stati arrestati dirigenti e funzionari della sanità pubblica e imprenditori titolari di appalti con la pubblica amministrazione.

"Siamo di fronte al solito malcostume – dichiara il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli – In questo modo sono stati truffati soldi ai cittadini che continuano a pagare per un servizio inefficiente e carente, vedendosi negati i propri diritti. Le amministrazioni devono assumersi le responsabilità di quanto accaduto".

CODICI ricorda quelle che sono le criticità del sistema:

  • Assoluta mancanza di reali controlli: l’appalto per i servizi tecnici delle ASL, il quale prevede un impegno economico per la regione di oltre un miliardo di € in meno di 7 anni; la regione non ha ancora istituito i controlli. L’Osservatorio prezzi, avviato con la piattaforma SANIGEST già testata ed avviata nel 2004, non è stato proseguito.
  • L’intramoenia: una pratica che contribuisce all’allungamento dei tempi d’attesa. Se si presta attenzione al procedimento con cui si ottiene la media dei tempi delle liste d’attesa, si scopre che essa è ricavata dal confronto tra il volume complessivo dei servizi erogati dall’ospedale e l’attività in Intra Moenia. Questo procedimento statistico, tuttavia, non permette di ottenere una media attendibile dei tempi di attesa, poiché vengono considerati assieme, senza alcun criterio di discernimento, sia i tempi di attesa per servizi urgenti, sia quelli per servizi che possono essere erogati nell’arco di un periodo più esteso.
  • Costo del personale medico: questa voce occupa il maggior peso percentuale nella composizione della spesa sanitaria, pari al 34,6%. Essa assorbe il 50% del totale della spesa ospedaliera, un costo certamente eccessivo da sostenere.
  • Troppi medici in corsia: Anche se nella realtà non si vede mai quest’affollamento, l’Agenzia sanitaria regionale, nell’ultimo rapporto, stima che ci siano circa due medici ogni tre posti letto ed esattamente tre infermieri ogni due letti. In ultimo, le nostre aziende ospedaliere sono le più costose d’Italia, seconde solo a quelle della Campania, ed hanno certamente bisogno di una seria e decisa riorganizzazione dei costi e delle risorse umane.
  • Acquisto di strutture e macchinari: spese di assistenza e manutenzione Le aziende ospedaliere spendono molte risorse finanziarie per comprare macchinari nuovi e tecnologicamente competitivi, ma non si riservano fondi per la manutenzione degli stessi, con il risultato che appena si rompono stanno fermi.
  • Attrezzature mai utilizzate, per la mancanza di personale in grado di farle funzionare.

 

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