SANITA’. Liste d’attesa troppo lunghe: i problemi della sanità nel PIT Salute di Cittadinanzattiva

720 giorni per un ecocolordoppler, 420 per una mammografia, 390 giorni per una visita cardiologica, 1080 giorni per un intervento di protesi di anca. Tempi lunghissimi, che costringono il cittadino alla scelta obbligata fra salute e portafoglio. Si aspetta troppo, sia per fare una diagnosi, che per avere una visita specialistica, o fare riabilitazione e addirittura per subire un intervento chirurgico programmato. E ancora ci sono Asl in cui, in barba alla legge, si chiudono le liste, impedendo in pratica ai cittadini di prenotarsi. Sono alcuni dei principali dati sulle liste di attesa contenuti nel XII Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che sarà presentato ufficialmente il prossimo 6 maggio, alla presenza tra gli altri del Sottosegretario alla Salute Fazio.

Le liste di attesa restano fra i principali problemi segnalati dai cittadini, raccogliendo il 6,7% delle segnalazioni giunte al PIT Salute, il servizio di consulenza, informazione e tutela del Tribunale per i diritti del malato, in aumento rispetto allo scorso anno (+1,2%).
Il tema è particolarmente sentito nelle regioni del Sud: Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata in testa. Ma è un fenomeno diffuso ovunque. Seguono infatti le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo per il Centro e, per il Nord, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia.

Il Piano di contenimento delle liste di attesa 2006-2008 è rimasto lettera morta ed ad esso non è seguito nessun provvedimento aggiuntivo in grado di garantire il diritto dei cittadini ad una salute in tempi certi. Un esempio per tutti: per il già citato intervento di protesi all’anca, che il Piano di contenimento prevedeva dovesse essere eseguito in un tempo massimo di 180 giorni, i cittadini possono aspettare anche 1080 giorni.

"Non servono nuovi provvedimenti, ma che siano rispettati quelli già in vigore – dice Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva in riferimento alle linee guida annunciate dal Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. – Altrimenti rischiamo di fare solo leggi inutili. E i diritti dei cittadini restano disattesi".

L’area maggiormente interessata dal fenomeno delle liste d’attesa è la diagnostica con il 51% delle segnalazioni, seguita dalla specialistica con il 23%, dagli interventi chirurgici (20%) e dalla riabilitazione (6%). In tutti i casi i cittadini segnalano in primo luogo l’impossibilità di aspettare i tempi del servizio sanitario pubblico. A rischio è la loro salute e troppo spesso sono costretti, e qualche volta anche invitati da medici/operatori, a rivolgersi al canale intramurario o privato per poter ottenere la prestazione in tempi rapidi. Un esempio, per un ecocardiogramma si aspettano 120 giorni nel canale pubblico, solo 10 in intramoenia. Resiste il fenomeno delle liste bloccate, vietate per legge: nel 5% delle segnalazioni relative alle visite specialistiche e nel 2% degli esami diagnostici.

Il XII Rapporto PIT Salute di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato sarà presentato ufficialmente il prossimo 6 maggio a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 13, presso l’Auditorium del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali in Via Lungotevere Ripa 1.

Questo il programma della Giornata:
Ore 9.30 Registrazione partecipanti
Ore 9.45 Introduzione :Teresa Petrangolini, Segretario generale Cittadinanzattiva
Ore 10.00 Presentazione Rapporto: Giulia Mannella, Direttore PIT Salute
Ore 10.30 Interventi programmati
Prof. Ferruccio Fazio – Sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche sociali
Sen. Antonio Tomassini – Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato
Sen. Ignazio Marino – Presidente Commissione Parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN
Dott. Fulvio Moirano – Direttore Agenas
Dott. Massimo Russo – Assessore alla Salute della Regione Sicilia
Dott. Luigi Nieri – Assessore al Bilancio della Regione Lazio
Ore 12.30 Dibattito
Ore 13.00 Conclusioni: Francesca Moccia, coordinatore Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva

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