SANITA’. Liste di attesa infinite a Torino: ospedali sotto accusa. Il commento di MDC

Nove mesi di attesa per un’ecografia toracica, un anno per una mammografia bilaterale, due mesi per una radiografia, 242 giorni per una colonscopia; e ancora, oltre duecento bambini stipati per l’intera domenica nel pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Regina Margherita: la sanità torinese è sotto accusa e a puntare il dito è soprattutto il quotidiano La Stampa.

"Il Regina scoppia" titolava ieri il giornale cittadino per raccontare un fine settimana da incubo al nosocomio infantile, "Troppo pazienti" titola oggi elencando tutti i disservizi di una sanità sviluppata a macchia di leopardo dove, ad esempio per un’audiometria, in una struttura si devono aspettare 160 giorni mentre in un’altra solo 24 ore.

"E’ inaccettabile – spiega l’avv. Simona Lonterni di MDC Torino -: la gente pagherebbe le tasse più volentieri se i servizi fossero di buona qualità. E invece chi ha bisogno di sottoporsi ad accertamenti clinici è spesso costretto dalla fretta, dall’ansia o dalla salute stessa a cambiare città o a rivolgersi a privati, e finisce per vedere le istituzioni come un nemico". Difficile la situazione soprattutto in campo pediatrico dove l’ospedale Regina Margherita non è più in grado di reggere il peso di una città in costante crescita a causa dell’immigrazione: "Per i bambini ci vogliono asili, scuole, ospedali – conclude la Lonterni -; basta accusare i genitori di essere troppo apprensivi e di intasare gli ospedali! In assenza della guardia medica pediatrica, che a Torino non esiste, pensiamo a potenziare le strutture di soccorso, rendendole più capillarmente diffuse sul territorio".

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