SANITA’. Manovra, Federazioni disabili in piazza il 7 luglio contro emendamento discriminatorio

L’assegno di invalidità andrà soltanto a chi ha una sola patologia e raggiunge il 74%, mentre chi soffre di due patologie ma non raggiunge l’85% di invalidità non riceverà nulla. L’indennità di accompagnamento di fatto riguarderà solo chi è completamente immobilizzato. Contro l’emendamento governativo che interviene sull’invalidità si schierano le Federazioni che raggruppano le principali associazioni italiane di persone con disabilità e i loro familiari, FAND e FISH, che manifesteranno mercoledì 7 luglio in piazza Montecitorio a Roma dalle 10.00.

Commentano le due associazioni in una nota stampa: "Il Ministro dell’economia accusa le Regioni, addossando loro la responsabilità di aver fatto esplodere la spesa per le pensioni di invalidità civile e lo motiva – strumentalmente – con la cervellotica ed indimostrata correlazione con la riforma del Titolo V della Costituzione. In modo scriteriato le Regioni avrebbero approfittato della redistribuzione delle competenze per far spendere allo Stato una valanga di miliardi a favore dei "falsi invalidi". Silenzio da parte delle Regioni: non osano, per ora, replicare che dal 2001 le loro competenze in materia di invalidità, con buona pace del federalismo, si siano ristrette (a favore di INPS) fino a diventare meramente ancillari di un procedimento imposto da Roma, anzi, proprio dal Ministero dell’economia".

L’emendamento colpisce duramente le persone con invalidità, denunciano le Federazioni. E spiegano: "L’emendamento del Governo, ancora sottovalutato da moltissimi analisti, crea una disparità, di dubbia costituzionalità e di incerto buonsenso, fra gli invalidi civili parziali: chi ha la "fortuna" di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 75%, avrà l’assegno anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla. Ma ancora più grave è la modificazione dei criteri per l’indennità di accompagnamento. La nuova definizione medico-legale, particolarmente restrittiva, consentirà l’accesso a quella provvidenza praticamente solo alle persone in stato vegetativo, o poco più. L’indennità sarà concessa solo a chi non è in grado di svolgere "il complesso degli atti elementari" della quotidianità: mangiare, bere, vestirsi, andare al bagno. Oppure a chi è immobilizzato. Questo criterio – concludono le due Federazioni – crea una disperata schiera di nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno".

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