SANITA’. Manovra economica, la posizione di Federfarma e il parere di Movimento Consumatori

In una conferenza stampa tenutasi oggi a Roma, Federfarma ha spiegato le ragioni della sua opposizione alla manovra economica definita "pesantissima ed iniqua". Secondo la Federazione "le misure finalizzate a contenere la spesa farmaceutica colpiscono soprattutto la farmacia. Infatti, al contributo richiesto all’intero settore farmaceutico, pagato pro quota da industrie, distributori intermedi e farmacie, si aggiunge un onere pesantissimo che grava unicamente sulle farmacie".

Federfarma fa sapere di non voler "attivare proteste che ricadono sui cittadini" ma rende noto che con ogni probabilità le farmacie "saranno costrette a sospendere la dispensazione dei farmaci in regime di SSN. I cittadini, in quel caso, dovranno pagare i farmaci di tasca propria e chiedere il rimborso alla ASL". Allo stesso modo "non potranno più erogare gratuitamente le tante prestazioni aggiuntive che oggi assicurano, come la prenotazione di visite ed esami presso le strutture pubbliche e le campagne di prevenzione (ad esempio, quella per la prevenzione del tumore del colon retto che ha già salvato molte vite)".

Federfarma ha formulato un ventaglio di proposte alternative per ridistribuire in modo più equo l’onere della manovra sull’intera filiera (industria, grossista, farmacia), recepite nei numerosissimi emendamenti presentati da tutte le forze politiche in V Commissione Bilancio del Senato. "La soluzione più semplice, equa e facilmente applicabile è – secondo la Federazione – la riduzione del prezzo dei medicinali a carico del SSN".

Movimento Consumatori non ha dubbi: a pagare saranno ancora una volta i cittadini. "Ancora una volta chi rischia di pagare per la manovra economica sono i consumatori. Cosa significa per Federfarma affermare che i cittadini NON verranno penalizzati, se invece si annuncia la possibilità di sospendere l’erogazione dei farmaci a carico del Sistema Sanitario Nazionale? Chi li pagherà alla fine? Di nuovo, ancora il cittadino.
In una situazione di crisi cupa per le famiglie dei ceti medio-bassi, pensare di dover anticipare di tasca propria i soldi (per poi ottenere il rimborso chissà quando) per l’acquisto anche di farmaci per patologie croniche (che sono quelli che eroga il Sistema Sanitario Nazionale) è decisamente un dramma. Si rischia, infatti, di far sospendere ai malati le terapie. Questa pesantissima manovra – sostiene la Miracapillo – è una mannaia che si sta per abbattere sui cittadini più deboli. Partendo da punti differenti, per individuare risorse nuove per lo Stato, penalizza il cittadino con un solo reddito, il pensionato, e se la minaccia di Federfarma andrà in porto, anche gli ammalati. Infatti, chi è il cittadino che utilizza i farmaci a carico del Sistema Sanitario Nazionale? Il malato".

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