SANITA’. Marche, regione sviluppa assistenza per immigrati senza permesso di soggiorno

Potenziamento e consolidamento degli ambulatori di medicina generali per immigrati irregolari. Lo ha deliberato la Giunta della regione Marche, impegnata nell'opera di integrazione e riduzione delle disuguaglianze all'interno della comunità locale. Beneficiari delle rinnovate strutture sanitarie saranno immigrati non in possesso del permesso di soggiorno, rifugiati e richiedenti asilo in particolare condizione senza fissa dimora.

 

Il provvedimento intende arginare le patologie legate all'aumento incondizionato della popolazione immigrata, vittima spesso di malattie connesse a stili di vita malsani. Nel mirino dell'azione sanitaria Aids, alcolismo, tbc, disagio psichico, ricorso tardivo ai controlli durante la gravidanza, al pediatra e alle vaccinazioni. A tal fine l'amministrazione attuerà programmi di prevenzione e promozione della salute, con abbattimento degli iter burocratici ed utilizzo di mediatori culturali.

 

Questi i principali punti previsti dalla Giunta: apertura di punti salute per immigrati senza permesso di soggiorno nei distretti sanitari ad accesso diretto – facilmente raggiungibili e visibili; individuazione all'interno di ciascuna Zona territoriale di personale esperto e motivato a espletare l'assistenza sanitaria di medicina generale presso tali punti salute; iscrizione degli stranieri utilizzando gli stessi files dei cittadini residenti; realizzazione di percorsi facilitati; promozione e offerta attiva del servizio; collegamento in rete con altri servizi distrettuali, in particolare con i Dipartimenti di prevenzione per le vaccinazioni ai bambini, con pediatri di base, consultori, servizi sociali dei comuni e degli ambiti; istituzione di un gruppo di lavoro regionale permanente per implementare i percorsi e azioni di miglioramento di fruizione al servizio.

 

La regione raccomanda inoltre la partecipazione delle Zone territoriali ad accordi di programma con i Comuni e gli ambiti territoriali per l'impiego di servizi di mediazione interculturale, al fine di rimuovere gli ostacoli linguistico-culturali tra operatori italiani e pazienti stranieri, favorire l'accessibilità delle informazioni sui servizi agli stranieri e facilitare il lavoro degli operatori sanitari.

 

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