SANITA’. Ministero Salute: molte donne in corsia, poche ai vertici. Al via forum online

Sono molte in corsia ma poche nelle stanze dei bottoni: basti pensare che solo una donna su dieci occupa una carica da primario. Tutto questo a fronte di un Servizio Sanitario Nazionale nel quale la presenza femminile è la maggioranza, pari a circa il 60%. Sono i dati resi noti oggi dal Ministero della Salute che ha lanciato il primo Forum online dedicato a "La voce alle donne della sanità", aperto da oggi al 10 aprile sul sito internet del Ministero per "ascoltare direttamente dalle protagoniste – si legge in una nota – e discutere insieme dei problemi e delle prospettive della sanità pubblica".

I dati indicano una diffusa difficoltà ad accedere ai ruoli di vertice e una situazione "con molte donne in corsia e poche nelle stanze dei bottoni". Le sproporzioni più rilevanti, rileva il Ministero, riguardano in generale l’accesso alla professione medica e specificatamente i vertici dei ruoli sanitari: nel SSN la presenza femminile è la maggioranza, intorno al 60%, ma nella distribuzione dei ruoli le donne costituiscono, in base ai dati del 2007, il 33% dei medici che lavorano nel SSN mentre superano il 73% del personale infermieristico. A fronte di un medico donna ogni tre, soltanto una donna su dieci occupa un posto di dirigente medico di struttura complessa (primario).

Nel 2007 su un totale di 9638 primari le donne sono 1184, con una percentuale sostanzialmente stabile nel corso del triennio 2005-2007 e pari circa all’11-12%. Proporzione simile fra i manager delle aziende sanitarie (le donne sono il 14%) mentre va meglio nelle posizioni dirigenziali intermedie e nella dirigenza sanitaria non medica – farmacisti, biologici, chimici, psicologi, dirigenti amministrativi – dove il rapporto uomo-donna è in pratica uno a uno (11 mila donne su un totale di più di 20 mila dirigenti).

Al via dunque da oggi un forum sul sito del Ministero della Salute. Ha commentato il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini: "Si tratta di un luogo aperto al dialogo, dove poter parlare dei problemi e proporre soluzioni per semplificare e rendere più sicure le nostre vite favorendo quei cambiamenti organizzativi e culturali necessari in un mondo come quello della sanità che ormai non può più fare a meno delle donne ma dove resistono differenze di genere nell’accesso a discipline mediche, reddito, carriere e in generale alle stanze dei bottoni".

Il Ministero ha inoltre annunciato l’avvio di una indagine conoscitiva.

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