SANITA’. Ministero Salute promuove ricerca sulla procreazione medicalmente assistita (PMA)

Raccogliere i recenti dati statistico-scientifici sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) e promuovere campagne di prevenzione della sterilità. Il Ministero della Salute, in base alla normativa in materia elaborata dal precedente Governo, intende promuovere attività di ricerca e di analisi sull’applicazione delle tecniche di fecondazione assistita.

Principale strumento di raccolta dati sarà il Registro Nazionale PMA, istituito nel 2005. La finalità del Registro è quella di censire le strutture operanti sul territorio nazionale e consentire la trasparenza e la pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti. Nel Registro, allo stato, sono raccolti: i dati identificativi, descrittivi, tecnici, strutturali ed organizzativi, relativi alle strutture pubbliche e private che applicano le tecniche di procreazione medicalmente assistita; i dati relativi alle autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge 19 febbraio 2004, n. 40; i dati anonimi anche aggregati, relativi alle coppie che accedono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, agli embrioni formati ed ai nati a seguito delle medesime tecniche, nonché agli altri eventi, trattati per finalità statistiche o scientifiche.

Per le attività di ricerca sull’infertilità, previste dalla legge n. 40/2004, è stata stanziata la somma complessiva di euro 1.000.000. Nel corso di 10 mesi saranno arruolate tutte le donne che si rivolgono ai centri e alle quali viene effettuato un ciclo di trattamento. Si prevede di raggiungere così un campione di 3000 donne.

L’ obiettivo dello studio è:

  • Valutare l’efficacia e la sicurezza delle varie tecniche di PMA, prima e dopo l’ entrata in vigore della Legge n. 40/2004;
  • Confrontare i risultati osservati con uso di embrioni non crioconservati, crioconservati o embrioni ottenuti da ovociti crioconservati;
  • valutare le complicanze delle terapie sulla donna e gli esiti neonatali;
  • validare il software per l’immissione e il controllo dei dati che verrà utilizzato per la raccolta dati del Registro nazionale;
  • analizzare e valutare l’esito delle gravidanze iniziate nelle donne che si sono rivolte ai centri partecipanti allo studio nei primi 6 mesi;
  • valutare il benessere e la salute dei nati da tecniche di PMA, con un follow-up a distanza nelle due diverse raccolte dei dati 2003-2006.

Embrioni crioconservati in stato di abbandono. L’Istituto Superiore di Sanità a fine marzo 2006 ha concluso una prima fase di censimento e localizzazione. I centri che detenevano embrioni crioconservati sono 88. Il 100% di questi 88 centri ha risposto. Dei centri rispondenti 6 hanno dichiarato di non avere embrioni crioconservati in assoluto, mentre 82 hanno embrioni crioconservati, 53 (64,6%) hanno embrioni crioconservati in stato di abbandono e i restanti 29 ovvero il 35,4%, invece, non hanno embrioni crioconservati in stato di abbandono.
Alla Biobanca nazionale è affidato il compito di conservare gli embrioni criopreservati per i quali sia stato accertato lo stato di abbandono presso i Centri di Procreazione Medicalmente Assistita, tramite il censimento coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il fenomeno della sterilità ed infertilità in Italia colpisce tra il 15% e il 20% delle coppie in età fertile. Fondamentale dunque la prevenzione, che sarà promossa con apposite campagne informative per diffondere conoscenze su comportamenti e stili di vita da adottare, nonché sulle prestazioni e servizi disponibili per facilitare l’accesso alle strutture diagnostiche e terapeutiche. Destinatari finali del progetto sono, per la prevenzione primaria, i ragazzi di età 15-18 anni, oltre alle coppie affette da problemi di infertilità e sterilità che necessitano di informazioni sui protocolli diagnostico-terapeutici (circa 50.000 ogni anno).

Destinatari intermedi sono invece farmacie, ospedali, medici di base, consultori familiari, circoli ricreativi, club ed oratori. Il progetto prevede la realizzazione di una campagna di informazione e prevenzione attraverso la produzione e diffusione di strumenti informativi cartacei e la divulgazione di informazioni per via telematica. Il materiale verrà distribuito su tutto il territorio nazionale attraverso invii postali o per il tramite delle associazioni di categoria. Saranno inoltre acquisiti spazi pubblicitari sui principali quotidiani nazionali, radio e TV.

 

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