SANITA’. Muore per un carcinoma non diagnosticato, Codici ottiene risarcimento

Una donna, a causa di un duplice errore diagnostico, è morta per un carcinoma alla vescica. È stato il giudice della Sezione 2 del Tribunale Ordinario di Roma a stabilirlo, condannando l’Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini e la Casa di Cura Villa Aurora al risarcimento dei danni ( sent. n. 587\2007).

"Sono circa 1000 ogni anno i decessi a causa di errori medici nella sola Regione Lazio – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI-, e, invece di impegnarsi per migliorare questa situazione da Terzo Mondo, la nostra sanità è allo sfascio, sempre più lontana dalle esigenze dei cittadini. La signora "A". è l’ennesima vittima di un sistema malato, che considera i pazienti come semplici numeri da statistica. I medici di ben due strutture ospedaliere hanno trattato una signora gravemente malata come una visionaria, senza sottoporla ai dovuti accertamenti diagnostici e dunque non compiendo il loro dovere professionale. A questo punto la Giunta Regionale è chiamata ad intervenire senza remore nel ripristino dei diritti dei nostri cittadini, istituendo un fondo per le vittime della malasanità, in grado di coprire quanto meno le spese legali."

La vicenda della signora A., è iniziata nell’ottobre del 2000, quando, in seguito a forti dolori addominali, si era recata presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini per accertamenti; dalle analisi effettuate, i medici le diagnosticarono una lombosciatalgia e le prescrissero dei farmaci antireumatici. Ma i dolori persistevano. La donna si recò al pronto soccorso del nosocomio romano diverse volte, ma nessuno dei medici che la visitarono le diagnosticò più di quanto già detto. Fiaccata dai persistenti dolori, la signora si assentò ripetutamente dal lavoro, subendo, per carenza di certificate motivazioni di salute, diversi richiami disciplinari dai suoi superiori. Dopo i numerosi ricoveri al San Camillo, la donna decise di cambiare struttura, e si recò presso la casa di cura "Villa Aurora spa" in occasione dell’ennesimo acutizzarsi del dolore; ma neanche qui, purtroppo, riuscì a trovare degli specialisti in grado di dirle da quale patologia fosse affetta.

Nel maggio del 2001, un anno e mezzo più tardi, la signora si decise a consultare i medici dell’istituto neuromatologico di Grottaferrata, alle porte di Roma. Solo qui si accertarono le cause dei suoi dolori: un carcinoma alla vescica. Ma era troppo tardi. La signora, infatti, morì qualche tempo dopo, il 25 agosto del 2001. I suoi parenti hanno denunciato le due strutture ove la loro congiunta aveva invano cercato di capire da cosa dipendessero i suoi sintomi, chiedendo al CODICI assistenza legale.

 

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