SANITA’. Nuove accuse per l’Umberto I. L’Espresso: “Morti scortati per evitare furti di cornee”

Sconcertanti le rivelazioni dell’inchiesta sulla sanità pubblica dell’Espresso giunta alla seconda puntata: nel numero in edicola oggi il settimanale svela, infatti, che all’ospedale romano Umberto I i cadaveri vengono scortati per evitare che qualcuno li porti nei sotterranei e ne espianti le cornee. Il direttore generale del Policlinico, Ubaldo Montaguti, intervistato da Fabrizio Gatti giornalista dell’Espresso, ha confermato che un anno fa ricevette una segnalazione della Procura che invitava a "stare molto attenti perché qualche rischio che si verificassero eventi di questo tipo c’era". E così, un anno fa, la direzione dell’Umberto I ha dovuto ingaggiare le scorte armate.

Secondo Montaguti sarebbero state persone esterne a espiantare le cornee a scopo di trapianto durante il tragitto dal reparto alla camera mortuaria. Dalla Procura sono state segnalate anche altre violazioni meno gravi, come la sottrazione di beni o indumenti ai cadaveri. Il direttore dell’Umberto I ha anche denunciato alcune situazioni allarmanti, che vanno ad aggiungersi alle altre già rese note nella prima puntata dell’inchiesta dell’Espresso, come le pareti che trasudano feci e feci che colano dai muri. "Quelle feci sono più pericolose di tutto il resto – spiega, precisando che di queste sono state scattate foto, che lui stesso ha esibito "al sindaco Veltroni, al presidente della Regione Marrazzo, all’assessore regionale della Sanità Battaglia", oltre al sottosegretario di Prodi Enrico Micheli e al sottosegretario al ministero della Salute Serafino Zucchelli. Ma pare che fossero informati anche il ministro Tommaso Padoa-Schioppa e quello dell’Università Fabio Mussi.

Montaguti fa notare anche che i soldi statali, invece di essere utilizzati per risolvere questa situazione, vanno a finire negli studi dei vari primari: "Ne abbiamo inaugurato uno ai primi di novembre da un milione e mezzo di euro con un dispendio di parquet, legni aromatici, eccetera – dice il direttore – Lavori eseguiti e pagati dal ministero dei Lavori pubblici il quale ha sempre fatto queste cose. E non ha mai svolto, nonostante le richieste, interventi di manutenzione importanti. Bisognerebbe chiedere al ministero dei Lavori pubblici quanti denari hanno speso per queste cose".

Il direttore segnala che è il ministero a concedere fondi per questo scopo. L’ammontare complessivo degli stanziamenti: "Nel giro di cinque anni sono stati stanziati 300 milioni di euro o 300 miliardi di lire, comunque una grossa cifra. E di questi soldi statali, per attività di manutenzione ordinaria e straordinaria sono arrivate poche lire".

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