SANITA’. Ospedali a misura di donna: 19 strutture premiate

Un bollino rosa per gli ospedali attenti alle donne. L’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDa) ha ideato un programma speciale di segnalazione degli ospedali basato sul loro livello di "women friendship", cioè sul grado di attenzione posta nei confronti dei campi della medicina dedicati alle patologie femminili, verso le esigenze specifiche per le donne ricoverate, nonché a chi affida alla gestione femminile settori crescenti di attività. Al progetto hanno aderito 59 strutture ospedaliere, di cui 45 dal nord, 4 dal centro e 10 dal sud del paese. Diciannove di questi hanno ottenuto i tre bollini, cioè il massimo riconoscimento. Ecco l’elenco: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Morgagni L.Pierantoni di Forlì, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, il Fatebenefratelli e Macedonio Melloni di Milano, l’Ospedale Maria Vittoria di Torino, Spedali Civili di Brescia, Sant’Anna di Torino, Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Istituti Ospitalieri di Cremona 10, Policlinico di Modena, Franz Tappeiner di Merano 12, Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina, Elena Fondazione I.R.C.C..S. di Milano, Asl 4 Chiavarese, Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano 16, Azienda Ospedaliera di Verona 17, Azienda Ospedaliera di Padova, Sant Andrea di Roma, Policlinico Tor Vergata di Roma.

L’iniziativa – presentata oggi – ha ottenuto il plauso del ministro della Salute, Livia Turco, che, intervenendo alla conferenza stampa, ha sostenuto: "sono profondamente convinta che l’approccio di genere alla salute è una necessità per il miglioramento della qualità, efficacia ed equità del SSN".

Tuttavia il Ministro ha sottolineato come "la dimensione di genere non è ancora pienamente utilizzata come strumento sistematico per programmare le azioni e gli interventi di promozione della salute e ancora persistono stereotipi, veri pregiudizi di genere, nella ricerca biomedica, nella medicina, dallo studio dell’eziologia ai fattori di rischio e protettivi per la salute, dai sintomi alla diagnosi, dalle misure di riabilitazione e dei trattamenti alla valutazione dei risultati".

La Turco ha concluso con una riflessione sui "Bollini rosa" che secondo il Ministro evidenziano alcuni temi che sono di grande rilevanza. Primo fra tutti quello dell’umanizzazione dell’assistenza, che è un tema centrale per il miglioramento del nostro sistema sanitario. Individuare i requisiti per ospedali "a misura di donna" significa rimettere al centro la persona, il bisogno olistico alla salute, farsi carico non solo degli aspetti fisici della malattia, ma anche di quelli relazionali, emotivi, affettivi. E significa che l’umanizzazione non è una variabile dipendente dalla maggiore o minore sensibilità degli operatori, ma diviene un indicatore concreto e preciso della loro stessa professionalità e delle finalità stesse dei servizi.

L’umanizzazione "in rosa" significa che il nostro sistema sanitario deve essere in grado di adottare le necessarie coerenze per tradurre concretamente l’approccio di genere alla salute. Ma significa anche che l’umanizzazione diventa la misura stessa della qualità, appropriatezza, efficacia ed equità del nostro sistema sanitario.

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