SANITA’. Piemonte, servizi sanitari di base nelle farmacie

Un defibrillatore in farmacia: oggi è già possibile, in base a una legge del luglio scorso, a cui però le Regioni devono dare attuazione. E proprio per migliorare l’assistenza sanitaria di base a tutti i cittadini e sgravare le strutture ospedaliere di prestazioni improprie, la Regione deve coinvolgere maggiormente il sistema delle farmacie. Lo sostiene Mariangela Cotto, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, con un’interrogazione rivolta alla Giunta Bresso, in cui chiede di dare corso alle previsioni contenute nella legge 69/2009.

"Con questa legge – dice Cotto – e con un successivo decreto legislativo varato dal governo, si individuano nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria che possono essere erogati dalla farmacie nell’ambito del servizio sanitario pubblico. Tra questi vi è un’attiva partecipazione delle farmacie all’assistenza domiciliare, ma anche la collaborazione ai programmi di educazione sanitaria della popolazione, la realizzazione o la partecipazione a campagne di prevenzione di patologie a forte impatto sociale, anche effettuando analisi di laboratorio. Presso le farmacie sarà possibile la prenotazione di visite ed esami specialistici, compreso il pagamento dei relativi oneri ed il ritiro dei referti".

Inoltre il decreto legislativo prevede la consegna nelle farmacie rurali dei medicinali, la preparazione e la consegna delle miscele per la nutrizione artificiale e dei medicinali antidolorifici, la messa a disposizione di infermieri e fisioterapisti per prestazioni a domicilio, l’erogazione di servizi sanitari di secondo livello, anche avvalendosi di personale infermieristico e prevedendo che la farmacia sia fornita di defibrillatore.

"Una recente indagine – prosegue Cotto – ha confermato che le farmacie godono della fiducia dei cittadini, che apprezzano la disponibilità di chi vende loro le medicine. Due italiani su tre vedono nella farmacia lo sbocco naturale per trovare nuovi servizi sanitari, che devono dunque essere attuati quanto prima. Il decreto del governo prevede infatti che siano le Regioni ad attivare accordi con le farmacie per le prestazioni assistenziali aggiuntive. Tali accordi devono definire le caratteristiche strutturali, organizzative e le dotazioni tecnologiche delle farmacie convenzionate".
Cotto ritiene che le spese connesse a tali nuovi servizi possano essere compensate dalle economie di spesa su altri versanti, in particolare "per un minor tasso di ricoveri e di ricorso alle strutture di emergenza, oggi sovraffollate, che una più stretta collaborazione tra medici di base e farmacie renderà possibile, così come per una migliore adesione dei pazienti alle prescrizioni diagnostiche. Migliorerà la salute, i servizi saranno più vicini ai cittadini e le spese si ridurranno".

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