SANITA’. Piemonte, siglato accordo case di cura private

È stato siglato nei giorni scorsi dall’assessore alla tutela della salute e sanità, Mario Valpreda e dai presidenti delle associazioni Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari), rappresentanti l’ospedalità privata rispettivamente laica e religiosa, l’accordo che regolerà per i prossimi tre anni i rapporti tra la sanità pubblica e quella privata in Piemonte. Il documento fissa innanzitutto in 349 milioni di euro la somma che dovrà essere corrisposta all’ospedalità privata per le prestazioni erogate nel corso del 2005. Per il calcolo, è stata decisa una diminuzione delle tariffe per la produzione eccedente il fabbisogno individuato dalle Asl, secondo una prassi comune in molte altre Regioni.

Analoga la cifra che costituirà il tetto massimo dei costi per l’assistenza ospedaliera erogata dalle case di cura private per l’anno 2006, fatti salvi le variazioni tariffarie riconosciute ai nuovi istituti accreditati definitivamente o gli eventuali inserimenti di nuove attività, sempre sulla base della programmazione regionale. E’ stato inoltre concordato un nuovo sistema di determinazione dei budget per le case di cura, basato su una definizione del fabbisogno – in termini di tipologia e numero delle prestazioni e conseguentemente di valore economico – che avverrà prima per aree sub-regionali e quindi a livello della singola struttura. Il processo sarà coordinato in sede regionale, al fine di consentire una miglior valutazione dei bisogni sovra-aziendali e soprattutto di garantire il rispetto dei vincoli di bilancio. L’intesa, infine, prevede che nell’ambito degli accordi contrattuali venga riesaminata la capacità produttiva di ciascuna struttura privata, per valutarne la coerenza con le reali necessità regionali e locali. Lo scopo è quello di evitare esuberi che possano dare origine a prestazioni inappropriate, e soprattutto, di orientare l’attività delle case di cura verso le specialità in cui si registrano i tempi di attesa più elevati.

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