SANITA’. Pronto soccorso intasati, Codacons: “Effetto dello scavalcamento dei medici di famiglia”

Pronto soccorso intasati nelle principali città d’Italia. Per la maggior parte dei casi si tratta di anziani che hanno avuto un malore a causa dell’ondata di caldo che si è abbattuta sul paese. Secondo il Codacons questo intasamento è l’effetto dello scavalcamento della prima linea del Servizio Sanitario Nazionale, quella dei medici di famiglia, che dovrebbero fare da filtro alle chiamate al 118. "Filtro che, evidentemente, non funziona, come il Codacons denuncia da tempo".

L’ordinanza anticaldo del ministro della Salute Fazio, infatti, non coinvolge i medici di famiglia che, in caso di passaggio dal livello 2 al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione), non hanno obblighi né di visitare né di telefonare ai loro pazienti a rischio. Anzi, molti medici di base in questo periodo sono in vacanza ed i loro sostituti non hanno alcuna istruzione ed indicazione su chi devono monitorare con maggior attenzione, dato che i dottori non hanno l’obbligo di compilare le liste dei pazienti a rischio. Inevitabile, dunque, che in caso di malore siano direttamente coinvolti gli ospedali ed i pronto soccorso per chiamate che potrebbero essere evitate se il sistema che sta a monte funzionasse.

"In Italia c’è una rete diffusa su tutto il territorio: sono i medici di famiglia, già pagati per esercitare la loro funzione capillarmente. Certo che se in questo periodo sono in ferie, attaccano la segreteria alle 10, non vanno spontaneamente a trovare in casa i loro pazienti più a rischio, non vengono coinvolti e coordinati da comuni ed Asl in una task force di emergenza, allora si produce l’intasamento dei pronto soccorso" ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli.

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