SANITA’. Protocollo Bersani – Turco: circa 3Mld al Sud

Circa 3 miliardi di euro per finanziare la sanità del Sud. E’ il "cuore" dell’intesa che sigleranno domani i ministri dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, e della Salute, Livia Turco. Il protocollo coinvolgerà Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e prevede lo sviluppo dei servizi sanitari del meridione nell’ambito di un "Quadro strategico per la salute, sicurezza e sviluppo nel Mezzogiorno". Il programma è inserito nel Quadro strategico nazionale 2007-2013 finanziato dai fondi europei.

A individuare tempi, modalità e obiettivi del piano è un apposito Memorandum che fa parte del Protocollo d’intesa siglato oggi dai Ministri dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani e della Salute Livia Turco e dai Presidenti delle otto regioni meridionali e insulari, alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo, Filippo Bubbico.

Al momento sono 6 gli indirizzi operativi di riferimento cui le Regioni si atterranno per la definizione dei progetti:

1. intensificazione, complementare agli interventi ordinari, dell’investimento tecnologico e dell’innovazione dei modelli di servizio, mediante "Piani di Salute" e soluzioni specifiche, quali le "Case per la salute" e gli Ospedali di comunità, per favorire l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale e tra assistenza ospedaliera e territoriale;

2. accelerazione del livello di informatizzazione dei servizi sanitari regionali funzionali al miglioramento dell’accessibilità e della fruizione territoriale dei servizi, in coerenza con i piani di e-government;

3. ottimizzazione dell’accesso alle prestazioni e l’utilizzo della diagnostica (p.e. centri di prenotazione CUP regionali e interregionali, teleconsulto, telerefertazione, teleradiologia, collegamenti radio-satellitari per la rete dell’emergenza-urgenza, teleticketing, etc.),
finalizzati al miglioramento di accessibilità e tempestività dei servizi (riduzione delle liste d’attesa) e alla riduzione dei costi (meno esami ripetuti) e dei disagi dei cittadini (minore mobilità per cicli diagnostici me terapeutici);

4. attivazione di centri di riferimento interregionali, per l’accumulazione e la diffusione della conoscenza (knowledge management) delle migliori buone pratiche dimostrative e trasferibili per l’innovazione e il rafforzamento dei fattori di efficacia ed efficienza nei livelli di assistenza delle regioni meridionali, con particolare riferimento alle pratiche afferenti a prevenzione, assistenza domiciliare, terapie oncologiche e cure palliative, cure primarie, medicina pediatrica, chirurgia
di alta specialità, etc.;

5. sviluppo di progetti di cooperazione e partenariato pluriennale tra centri di riferimento interregionali e regionali meridionali e centri d’eccellenza del Centro-Nord ed esteri per il trasferimento di buone pratiche tra regioni ed Università, mettendo in rete le esperienze di
eccellenza di aziende e istituti, attraverso la realizzazione di "piattaforme" avanzate in collegamento con adeguate dotazioni tecnologiche e strutturali in tutti i punti della rete e l’ampio utilizzo delle potenzialità degli strumenti della società dell’informazione; a titolo esemplificativo, in sede di progettazione di fattibilità clinica ed organizzativa si potranno considerare le seguenti aree di intervento di alta specialità e patologie emergenti:

  • medicina e chirurgia pediatrica;
  • terapie intensive neonatali e pediatriche;
  • rete oncologica, radioterapia, radioterapia elettiva (p.e: radioterapia con raggi gamma), cure palliative;
  • cardiologia e cardiochirurgia;
  • neuroscienze (neurologia, neurochirurgia, neurogenetica, neuropsichiatria);
  • trapianti d’organo e tessuti;
  • grandi ustioni;
  • grandi traumi, con particolare riferimento alle unità spinali;
  • alta specialità riabilitativa ospedaliera (centri risveglio, attività cod.75);
  • malattie e disfunzioni endocrino-metaboliche (grandi obesità, etc.);
  • ricerca ed applicazione delle cellule staminali ed individuazione delle banche interregionali per la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale;
  • centri per il controllo e la prevenzione delle malattie non trasmissibili (p.e. malattie cardiovascolari, disturbi neuropsichiatrici, tumori, malattie digestive, malattie respiratorie, malattie degli organi di senso, malattie muscolo-scheletrice, diabete mellito, etc.);
  • disturbi comportamentali alimentari e neuropsichiatrici dell’età pediatrica ed adolescenziale;
  • malattie della terza età con particolare riferimento a quelle maggiormente invalidanti (Alzheimer);
  • rete dei centri antiveleni;
  • rete per diagnosi e cura delle malattie rare.

6. altri investimenti in strutture di eccellenza, anche ospedaliere, di valenza interregionale suscettibili di migliorare la disponibilità e la qualità delle prestazioni sotto il profilo tecnico- sanitario e del comfort e che possano posizionarsi come riferimenti interregionali per la qualità
dei servizi offerti, per l’intercettazione della domanda di prestazioni sanitarie in mobilità e per l’innovazione introdotta nel contenuto scientifico-tecnologico delle prestazioni e nell’efficienza energetica.

 

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