SANITA’. Qualità delle Asl italiane, Cittadinanzattiva: “Un sistema frammentato”

La buona comunicazione è fondamentale nel rapporto sempre più trasparente e qualificato tra istituzioni,utenti e cittadini. In tal senso lo scenario è notevolmente cambiato per l’accresciuta consapevolezza dei cittadini verso i "propri diritti", compreso quello relativo all’informazione. Oggi sono le organizzazioni stesse a riconoscere come l’informazione sia elemento funzionale per indirizzare e razionalizzare la domanda di salute della popolazione al fine di garantire equità d’accesso alle cure e favorire una maggiore partecipazione e soddisfazione dell’utente. Questi alcuni dei principali risultati emersi dal rapporto Audit civico 2005-2006 presentato da Cittadinanzattiva oggi a Roma presso l’Auditorium del Ministero della Salute e che hanno messo in luce l’aspetto frammentato, poco accessibile e poco comprensibile del sistema sanitario..

L’indagine è stata realizzata su 25 Aziende sanitarie cui 19 locali e 6 ospedaliere.
Le strutture oggetto di osservazione sono 134: di cui 34 ospedali, 29 sedi di distretto, 26 poliambulatori e 45 fra Sert e centri di salute mentale. La frammentarietà del sistema viene evidenziata – registra il rapporto – dalla diversità degli indicatori : si passa da un giudizio "ottimo" per il supporto dei degenti e famiglie nel caso dell’assistenza ospedaliera allo "scadente" se si analizza lo stesso aspetto nei distretti sanitari. Così come nella gestione del dolore: ospedali in cui viene valutato e curato (40%) e ospedali in cui non esiste alcuna attività organizzata per il controllo del dolore (25%).

Pessima è anche la comunicazione tra medici di medicina generale e quelli specialistici.
Da non sottovalutare – rileva l’indagine – neanche il problema delle lunghe liste di attesa ( in 3 ospedali e 5 poliambulatori, nonostante il divieto, è ancora vigente la prassi di bloccare le prenotazioni). Per Francesca Moccia, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato "sta nascendo un vero e proprio ambiente dell’Audit Civico che concentra la sua attenzione su tre aspetti principali : orientamento dei cittadini, politiche sociali di assistenza e il coinvolgimento delle organizzazioni civiche nelle politiche aziendali".

Secondo Alessio Terzi, invece, Responsabile progetto Audit Civico "Sussiste ancora un sistema abbastanza frammentato, in quanto non c’è ancora una totale omogeneità nel miglioramento dei servizi da parte delle aziende; nonostante ciò dei passi in avanti si stanno vedendo soprattutto per quanto concerne l’informazione logistica e sanitaria, la sicurezza delle strutture e degli impianti, e il risk management". "La priorità assoluta- continua Terzi- deve diventare la costruzione di un regime di governo nel rapporto tra cittadini e servizi sanitari, ottenibile attraverso lo sviluppo di un’adeguata prassi amministrativa da poter affiancare al già variegato sistema legislativo". Per Augusta Vicoli, Agenzia sanitaria regionale dell’Emilia Romagna, "non devono essere assolutamente sottovalutati gli aspetti gestionali : le equipe locali devono essere costantemente seguite per verificare il senso di appartenenza e partecipazione dei cittadini negli ambienti sanitari; deve svilupparsi un lavoro congiunto tra operatore e cittadino basato sul rispetto reciproco".

"L’incontro di oggi – conclude Livia Turco, Ministro della Salute – ha un grande valore simbolico a cui mi auguro si possa dare continuità ; è fondamentale costruire una cultura della sussidiarietà attraverso lo sviluppo di una politica propositiva e non obbligatoria; è compito di Cittadinanzattiva, nella veste di soggetto trainante, -prosegue il Ministro- continuare a promuovere tale progetto nell’auspicio di riuscire a portare avanti quell’opera di convincimento nei confronti delle aziende non ancora aderenti, con l’obiettivo, nel prossimo triennio, di trasformarlo in un vero e proprio sistema nazionale".

 

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