SANITA’. Roma, Ospedale Bambino Gesù verso primo centro europeo di trapianti in età pediatrica

Con l’intervento realizzato domenica scorsa all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma dall’equipe coordinata da Jean De Ville de Goyet e da Fabrizio Gennari, si apre una nuova stagione di speranza per i bambini e i ragazzi in attesa di un fegato nuovo per continuare a vivere. Il nosocomio capitolino si appresta a diventare così il primo centro europeo in grado di rispondere a tutte le esigenze trapiantologiche per bambini già dall’età neonatale.

L’intervento domenica su un bambino del Lazio di appena 9 mesi e di soli 6 chili di peso, con un quadro clinico estremamente complesso, è durato otto ore, dalle 10 alle 18. Il bambino è infatti affetto da una patologia che – seppure considerata rara – rappresenta la prima causa nei pazienti pediatrici di candidatura a un trapianto di fegato.

In questa circostanza, l’efficienza della rete nazionale della donazione aveva individuato una prima possibilità in un donatore del nord Italia, poi rivelatasi non utilizzabile. L’equipe per il prelievo è stata poi contattata durante il rientro a Roma per segnalare la disponibilità di una donazione da adulto a Roma. Tramite la tecnica dello split liver, che rende possibile con una sola donazione, due trapianti, si è proceduto al prelievo in collaborazione con una equipe del Policlinico "Agostino Gemelli" di Roma. In questo modo, la donazione ha reso possibile due trapianti, uno a favore del piccolo paziente del Bambino Gesù, l’altro al Gemelli.

"L’impegno messo in campo a 360 gradi dall’Ospedale – ha sottolineato il Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, professor Giuseppe Profiti – sul fronte del potenziamento razionale delle risposte in termini di salute per i bambini e ragazzi affetti da patologie complesse o rare, riceve oggi il primo significativo ritorno. La gioia di essere riusciti a offrire una concreta opportunità di guarigione a un bambino che, senza il trapianto, avrebbe visto compromessa la sua stessa esistenza e per il quale ogni minuto diventava determinante, ci incoraggia ad andare avanti con determinazione verso l’ulteriore estensione e potenziamento delle risorse assistenziali e di ricerca".

"La rete nazionale dei trapianti – afferma il dottor Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti – ha mostrato anche in questa felice circostanza di saper rispondere con tempestività ed efficacia al bisogno di cure provenienti dal territorio. Il Bambino Gesù che già esprime l’eccellenza sul fronte dei trapianti d’organo, di tessuti e di cellule staminali emopoietiche estende così a un ambito delicato e di alta complessità la gamma della propria offerta terapeutica al servizio della difesa della vita umana".

"La complessità tecnica e organizzativa messa in campo in questo primo caso, particolarmente critico e che ha necessitato e che necessiterà nella prosecuzione delle terapie di una sinergia multidisciplinare – sottolineano i dottori Jean De Ville de Goyet e Fabrizio Gennari – ha dimostrato l’efficacia del lavoro preparatorio attuato dall’Ospedale con determinazione e spirito di servizio finalizzato a offrire le migliori possibilità di cura a chi ne ha bisogno. Utilizzando il potenziale organizzativo e il capitale professionale che ha reso possibile l’attivazione di questo programma di trapianto di fegato, è il presupposto migliore per l’estensione delle attività verso la cura delle insufficienze intestinali in età pediatrica grazie al trapianto di intestino".

 

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