SANITA’. Roma, avviata inchiesta su Policlinico. Soddisfatta Cittadinanzattiva

L’Alto Commissario anticorruzione, Achille Serra, ha aperto un’inchiesta sul Policlinico di Roma Umberto I. Pur avendo riscontrato "elevatissimi livelli di qualità professionale nel personale" della struttura Serra afferma di essersi reso "conto di una grandissima disorganizzazione e di una "mancanza di controlli" che "può portare alla corruzione e agli illeciti". L’esame delle liste di attesa e della gestione delle urgenze dell’Umberto I ha portato a individuare carenze e disorganizzazioni anche gravi. Gestione delle liste di attesa e dei servizi assistenziali inadeguata, carente e nebulosa. In particolare, nella tenuta dei registri sulle liste di attesa dei pazienti (nei reparti di chirurgia e ginecologia), "abbiamo trovato al posto dei registri pezzi di carta. Pezzi di quaderni senza alcuna indicazione".

L’Alto Commissario ha annunciato che da domani sarà attivo il n. verde anticorruzione 800 583 850 per dare informazioni ai cittadini, ai pubblici dipendenti e a coloro i quali dovessero venire a conoscenza di fenomeni illeciti nella pubblica amministrazione su come operare per segnalarli e denunciarli

"Un’ottima notizia". Così Cittadinanzattiva ha definito la notizia dell’apertura dell’inchiesta. "Da anni – sottolinea Vittorio Ferla, responsabile Legalità e Trasparenza dell’associazione – i cittadini ci segnalano numerosi casi di cattiva gestione dell’amministrazione sanitaria. Spesso questa cattiva gestione è l’anticamera di comportamenti che stanno ai confini dell’illegalità. Vogliamo dunque offrire all’Alto Commissario un appoggio non solo formale, ma concreto, mettendo a sua disposizione le segnalazioni dei cittadini e i dati raccolti dal Pit Salute, il servizio di Cittadinanzattiva che si occupa di tutelare i cittadini in ambito sanitario".

"In questi anni – aggiunge – ci siamo battuti affinché le agende dei vari dipartimenti del Policlinico Umberto I fossero inserite, in una percentuale importante, nel sistema regionale del RECUP. Così facendo, i cittadini, attraverso una semplice telefonata, possono prenotare esami diagnostici e visite specialistiche di estrema importanza. Purtroppo i primari hanno sempre fatto muro: sono loro che non vogliono rinunciare alla gestione delle prenotazioni. Forse perché sono uno strumento di esercizio di potere".

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