SANITA’. Roma e Lazio: serve una visita? Ripassare fra un anno o due

La sanità nel Lazio ha tempi di attesa infiniti. A Roma si può aspettare 610 giorni per una visita gastroenterologica al Grassi (Asl Rm D) oppure 281 giorni per una risonanza magnetica alla colonna al Santo Spirito (Asl Rm E) o ancora 210 giorni per una TAC al CTO (Asl Rm C) nel mese di gennaio 2008. A ottobre si aspetta 270 giorni per una visita endocrinologica al Pertini (Asl Rm B). A Latina, a gennaio si dovevano aspettare 730 giorni, due anni dunque, al Santa Maria Goretti per una Mineralometria Ossea Computerizzata. A Frosinone la terapia cervicale può avere tempi di attesa di 360 giorni al presidio di via Fabi e una TAC chiesta il mese di ottobre può avere una lista di attesa di 485 giorni a Sora.

Sono i risultati più eclatanti della ricerca sui tempi di attesa delle prestazioni sanitarie presso tutte le strutture Asl della Regione Lazio, presentata oggi a Roma dalle associazioni Movimento Consumatori, CODICI, Aduc, Unuss e Focus-Casa dei Diritti Sociali. La ricerca, inserita nell’ambito del progetto della Regione Lazio "Da paziente ad impaziente", è stata effettuata attraverso due rilevazioni: una a gennaio, con l’intervista di 1233 utenti, e una a ottobre, con l’interventi di 795 utenti. La rilevazione è stata fatta con l’intervista diretta agli utenti del servizio sanitario intenti a prenotare una visita o un esame diagnostico, non senza l’ostilità di alcune strutture.

La percentuale di prestazioni erogate fuori tempo massimo rileva, da gennaio a ottobre, il peggioramento di tutti i distretti sanitari di Roma e del Lazio. A gennaio 9 casi superavano il 50% di prestazioni erogate fuori tempo massimo, con punte negative per la Asl Rm H (64,4%) e una situazione migliore a Viterbo (20,7%). A ottobre, 7 casi superano il 50% di prestazioni fuori tempo massimo e fra queste 4 superano il 60%: Asl Rm C con il 68,7%, Asl Rm G con il 64,7%, Asl Rm H con il 63,6% e Frosinone con l’83,3%, mentre Latina segna un 60% netto di prestazioni fuori tempo. E non mancano le liste chiuse.

A livello capitolino, rileva la ricerca, lo scivolone più evidente è quello della Asl Rm A che peggiora nella seconda rilevazione, passando da 32,4% di prestazioni oltre il limite di tempo al 48,7%. La Asl Rm H sia a gennaio che a ottobre presenta una percentuale di prestazioni fuori tempo massimo superiore al 60%. I tempi di attesa migliorano invece per la Asl Rm B, che passa da uno sforamento del 58,9% al 41,6%, e per il Santo Spirito.

"Maglia nera" ai distretti di Frosinone e Sora che presentano "una situazione disastrosa" e insieme erogano l’83,3% di prestazioni al di fuori dei tempi fissati dalla Regione. Ci sono inoltre tre liste chiuse all’ospedale di Sora, che mette la struttura in "ovvie condizioni di illegalità".

Non va meglio per Latina: se all’inizio dell’anno, al Santa Maria Goretti, il 48% delle prestazioni era fuori tempo, a ottobre era già salita al 60%. "La presenza di liste chiuse al momento di entrambe le rilevazioni – evidenzia l’indagine – conferisce alla struttura la nomea di nosocomio maggiormente fuori legge". Peggiora Rieti (il volume di prestazioni fuori tempo passa dal 44% al 57,1%) e anche Viterbo. Quest’ultima presenta la situazione migliore se paragonata alle altre (20,7% di prestazioni fuori tempo a gennaio) ma registra un peggioramento e a ottobre segna una percentuale del 35,7%.

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