SANITA’. Scelta medico curante, Cassazione: “Diritto del paziente nei limiti organizzativi”

Il paziente ha il diritto di scegliere liberamente il proprio medico curante, nei limiti oggettivi dell’organizzazione sanitaria pubblica. Lo ha affermato la Corte di Cassazione (Sezione Prima Civile n. 11000 del 14 maggio 2007). La sentenza si precisa che, ai sensi della legge n. 833 del 1978 (art. 19, comma 2 e art. 48, comma 3 n.1 ultimo inciso), il paziente ha libera scelta, ma deve soggiacere alla concreta disponibilità del Servizio Sanitario: cià significa che l’assistenza medica pubblica può essere erogata esclusivamente dai sanitari dipendenti o convenzionati operanti nelle Unità sanitarie locali o nel Comune di residenza del cittadino (art. 25, comma 3).

"Se è pur vero – come dichiara la Suprema Corte nella sentenza n. 6105 del 1988 – che, in ossequio alla libertà di scelta del medico, il paziente può ottenere deroga per l’assistenza da parte di un medico di altro Comune, vero è però altresì che ciò è consentito solo alla duplice condizione che in un comune si verifichi una situazione di cd. monopolio oggettivo (in ragione del ridotto numero di abitanti che consenta l’assegnazione in quell’area di un solo medico) e che, comunque, la deroga operi con singoli provvedimenti autorizzatori per assistenza domiciliare nei confronti dei pazienti che la richiedono alla competente Unità sanitaria".

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