SANITA’. Sequestrati reparti dell’ospedale di Vibo Valentia. Il commento di Cittadinanzattiva

I carabinieri del comando provinciale, del Nucleo antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Catanzaro e del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria hanno sequestrato oggi i reparti di ortopedia, immunoematologia e pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. E’ sotto sequestro persino l’impianto elettrico dell’intera struttura ospedaliera. Il provvedimento di sequestro in via di urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, non determinerà la sospensione delle prestazioni mediche nei reparti interessati.

Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno riscontrato condizioni igienico-sanitarie precarie e problemi dal punto di vista strutturale, in particolare per quanto riguarda l’impianto elettrico dei reparti sequestrati. Sono state riscontrate anche delle perdite delle condutture idriche. Alcune attrezzature mediche sono risultate non a norma e si è riscontrato anche l’illecito stoccaggio di rifiuti speciali.

"E’ l’ennesimo tassello sulla situazione dell’ospedale di Vibo Valentia, che ci lascia pieni di rabbia. In due anni non si è mosso nulla e perdura una illegalità diffusa sulla quale, nonostante la morte di tre persone, sono dovuti intervenire i Nas". E’ questo il commento di Teresa Petrangolini, Segretario Generale di Cittadinanzattiva. "Quanto avvenuto è la testimonianza dell’assoluta mancanza di una ordinaria attività di controllo sulla sicurezza – ha aggiunto Petrangolini – in una struttura tra l’altro già sotto l’occhio del ciclone e sulla quale, dunque, maggiore doveva essere la vigilanza e, se necessario, l’autodenuncia da parte dei dirigenti.

Ci chiediamo che fiducia possano avere i cittadini in questa sanità. Noi stessi come Cittadinanzattiva siamo parte del Comitato dei garanti del Commissario per l’emergenza sanitaria in Calabria, i cui lavori sono fermi da mesi. Per questo chiediamo la riunione immediata di tale Comitato e soprattutto garanzie certe per il Pronto soccorso dello Jazzolino, per non lasciare i cittadini sprovvisti dei servizi essenziali, in una realtà in cui sicuramente non c’è una adeguata medicina del territorio. Nello stesso tempo – ha concluso la Segretaria Generale di Cittadinanzattiva – chiediamo alla procura di vigilare per scongiurare la prescrizione dei due processi per Federica Monteleone ed Eva Ruscio".

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