SANITA’. Si fermano gli anestesisti. Cittadinanzattiva: “No scioperi ma unità d’intenti”

È stata dell’87,5% la percentuale nazionale di adesione allo sciopero degli anestesisti rianimatori che si è svolto oggi secondo quanto comunicato dalla AAROI (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani) che considera lo sciopero "pienamente riuscito": "Hanno aderito – scrive l’AAROI – circa il 90% dei colleghi (con punte del 100% in molti ospedali). Sono state bloccate quasi tutte le Sale Operatorie dove erano programmati circa 50.000 interventi chirurgici di elezione. Lo sciopero è stato proclamato non per difendere interessi corporativi o per chiedere aumenti economici, ma per affermare la identità professionale della categoria all’interno del Servizio Sanitario Nazionale". Lo sciopero non è stato effettuato in Calabria per i fatti di Vibo Valentia. "La protesta – commenta l’AAROI – andrà avanti fino a quando i Ministri dell’Università Mussi e della Salute Turco non convocheranno un tavolo di confronto istituzionale con le categorie interessate".

"Una lotta tra professioni che sa tanto di corporazione e non tiene in alcun conto i diritti dei pazienti": questo il commento di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato verso lo sciopero odierno. "Senza voler giudicare l’opportunità o meno di una scuola di specializzazione – afferma Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva – sappiamo che la gestione della emergenza urgenza è una priorità fondamentale su cui lavorare per migliorare il nostro servizio sanitario. In un momento di lutto per la morte di Eva, la protesta degli anestesiti-rianimatori è fuori luogo, soprattutto perchè attuata attraverso lo strumento dello sciopero che, come sempre, colpisce innanzitutto i cittadini. Apprezziamo il senso di responsabilità degli anestesisti calabresi che non se la sono sentiti di scioperare dopo i gravi fatti di Vibo Valentia. Ma il senso di responsabilità e la solidarietà alla famiglia di Eva Ruscio doveva arrivare da tutta la categoria, al di là dei confini regionali, che avrebbe fatto bene a non scioperare di fronte ad un sistema sanitario che non sempre ha garantito un’efficiente gestione della emergenza ed urgenza". Secondo Cittadinanzattiva per avere un sistema sanitario che funzioni "non servono più scioperi ma unità di intenti fra cittadini, operatori ed istituzioni, come avviene con la Carta della qualità in chirurgia".

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