SANITA’. Sicurezza del parto e del travaglio, Raccomandazione del Ministero della Salute

Circa la metà delle morti materne rilevate potrebbe essere evitata grazie a migliori standard assistenziali. E’ la stima dalla quale prende le mosse la Raccomandazione per la prevenzione della mortalità materna correlata al travaglio e/o parto adottata dal Ministero della Salute, nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro sulla sicurezza dei pazienti della Direzione Generale della programmazione sanitaria.

Il documento intende incoraggiare proprio l’adozione di appropriate misure organizzative, assistenziali e formative per evitare o minimizzare l’insorgenza di eventi avversi nell’assistenza al parto e al post-partum in modo da ridurre la mortalità e morbosità potenzialmente evitabile; tali iniziative riguardano sia aspetti clinici che organizzativi. In tutti i casi si devono attuare idonee misure di prevenzione tenendo presente gli aspetti legati alla corretta valutazione del rischio della donna in occasione del parto, all’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, all’integrazione e continuità dell’assistenza, all’informazione della persona assistita, alla comunicazione tra operatori e alla qualità della documentazione clinica. La Raccomandazione è accompagnata da un documento che approfondisce l’argomento dal punto di vista clinico, rivolto a tutto il personale sanitario impegnato nelle attività assistenziali in corso di travaglio, parto e puerperio.

In Italia, in analogia con gli altri paesi industrializzati dove mortalità e morbosità correlate al travaglio e al parto sono fenomeni sempre più rari, il numero di morti materne ogni 100.000 nati vivi è progressivamente diminuito da 133 per 100 mila nel 1955, a 53 nel 1970, a 13 nel 1980, a 9 nel 1990 fino a 3 ogni 100 mila nati vivi per il quinquennio 1998-2002 (dati Istat).

Si tratta di pochissimi casi, tuttavia indagini condotte in numerosi Paesi europei e anche in Italia segnalano che tale dato può essere sottostimato. Un’evenienza che, associata all’aumento dell’età media delle donne al parto, all’incremento delle donne straniere in età riproduttiva e all’elevata proporzione di parti mediante taglio cesareo, porta ad alzare il livello di attenzione e a promuovere l’adozione di misure di sicurezza attiva.

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