SANITA’. Taglio della Regione Piemonte ai certificati medici. Il commento degli specialisti

Niente più certificati di sana e robusta costituzione, niente più certificati di idoneità fisica o per l’esonero dall’attività fisica, niente più certificazioni di vaccinazioni: la Regione Piemonte taglia la burocrazia legata a sport, scuola e lavoro e lo fa in linea con le indicazioni del Ministero della Salute approvate dalla conferenza Stato-Regioni e con il decreto legislativo 626/1994 sulla sicurezza e la salute dei lavoratori.

Non appena il Consiglio Regionale approverà, quindi, il decreto legislativo presentato ieri in Giunta dall’assessore regionale alla Semplificazione amministrativa Sergio Deorsola, i piemontesi non saranno più obbligati a presentare certificazioni per iscriversi in palestra, per essere assunti nel pubblico impiego o nelle scuole, per diventare apprendisti, per essere ammessi a scuole pubbliche, colonie e centri estivi. Inoltre non esisteranno più le pratiche relative agli obblighi di polizia mortuaria, gli obblighi di tessera sanitaria per il personale alimentarista o domestico e, in materia di medicina scolastica, obblighi come quello della presenza del medico scolastico, di periodiche disinfezioni dell’ambiente o di presentazione del certificato medico dopo cinque giorni consecutivi di assenza.

Spiega Deorsola: "Queste misure rientrano nel programma di riforme degli enti locali rivolte allo snellimento delle norme regionali e finalizzate a ridurre in modo significativo e concreto quelle procedure burocratiche ormai ritenute obsolete e che incidono negativamente sugli obblighi a carico dei cittadini". E aggiunge: "La semplificazione non riduce efficacia e sicurezza".

Non sono dello stesso avviso, però, gli specialisti del settore: "Se per i certificati relativi alle assunzioni e alle pratiche di polizia mortuaria possiamo concordare con l’abolizione di quelli che erano in fondo semplici atti burocratici – sostiene Roberto Testi, direttore della Medicina Legale e dello Sport dell’Asl To2 di Torino – per quanto riguarda la medicina dello sport c’è qualcosa da dire. Togliere infatti ogni controllo dall’attività sportiva è imprudente. Pensiamo solo ai giovani fino ai 17 anni: prima potevamo controllarne la salute anche attraverso le visite di leva, ora non c’è più neanche questo mezzo. Aboliamo pure il certificato di sana e robusta costituzione ma, per tutelare davvero la gente, estendiamo l’obbligo delle visite per l’idoneità agonistica: non c’è infatti vera differenza di impegno fisico tra attività agonistica e dilettantistica".

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