SANITA’. Toscana, regione attiva Piani integrati per affrontare il disagio mentale

Cresce il numero di pazienti toscani affetti da problemi di salute mentale. Secondo i dati presentati ieri al convegno "Quando il paziente è al centro della sua cura?", svoltosi ieri a Firenze, sono circa 100.000 i pazienti in carico al Servizio sanitario regionale, con una situazione in rapida ascesa per il disagio giovanile. La risposta della regione è l'attivazione di servizi e Piani di salute integrati, con progetti terapeutici individuali personalizzati. Il dibattito, organizzato dal Coordinamento delle Associazioni per la salute mentale e a cui ha partecipato anche l'assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi, ha dato inizio alle manifestazioni che si terranno in Toscana in occasione della Giornata nazionale per la salute mentale del 5 dicembre prossimo.

 

"La nostra direttrice di lavoro – ha affermato l'assessore Rossi – è quella di valorizzare le esperienze che in questi anni hanno caratterizzato l'esperienza toscana e mettere a fuoco nuove strategie, colmando lacune e uniformando i livelli assistenziali, e facendo quadrare carenza di risorse e obiettivi di fondo".

 

I numeri della Sanità in Toscana. Nel 2005 i pazienti a carico dei servizi di salute mentale sono stati 90.241, di cui 72.106 adulti e 18.135 minori. I ricoveri ospedalieri sono passati dai 20.219 del 2000 ai 17.379 del 2005. Il 75% dei ricoveri riguarda pazienti residenti in Toscana, il 23% pazienti che vengono da fuori regione e il 2% pazienti stranieri. Questo ultimo dato rappresenta un fenomeno in crescita che esige un'analisi specifica. Il ricorso al Trattamento sanitario obbligatorio è in diminuzione: da 510 TSO nel 2000 a 352 TSO nel 2005. Questo andamento, come quello dei ricoveri, rappresenta un indicatore positivo della capacità di presa in carico dei pazienti ed è frutto anche di un monitoraggio specifico iniziato nel 2004. Un dato positivo riguarda il calo dei suicidi. Sono stati 308 nel 2001, 277 nel 2002 e 272 nel 2003 (ultimi dati disponibili).

 

Cresce la disponibilità di strutture residenziali e semiresidenziali per la salute mentale, salite da 254 nel 2003 a 302 nel 2004. Le risorse impegnate per l'attività territoriale (ambulatoriale, domiciliare, semiresidenziale) sono passate da 96.620.000 euro nel 2001 a 132.722.000 euro nel 2005. Per l'attività ospedaliera degli Spdc (Servizi psichiatrici di diagnosi e cura): 29.602.000 euro nel 2001, 43.937.000 euro nel 2005. Per l'assistenza residenziale: 43.524.000 euro nel 2001 e 53.105.000 euro nel 2005.

 

L'impegno della Regione Toscana per affrontare il disagio mentale è evidenziato da due recenti decisioni. La prima riguarda la creazione di una rete dei servizi specializzati nella cura dei disturbi del comportamento alimentare, anoressia e bulimia, problemi in preoccupante ascesa in tutta Italia. Secondo i dati diffusi in questi giorni dalla Società Italiana di Pediatria su Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani dai 10 anni in su, il rischio anoressia è sempre più reale: il 60,4% delle bambine delle scuole medie vorrebbe essere più magra, una su 4 ha già sperimentato una dieta, e di queste circa un terzo si è rivolta a un medico per farsela prescrivere. In Toscana già 38 centri, distribuiti nella varie Asl, dispongono di competenze e mezzi per affrontare il problema. Altrettanto recente la delibera sull'elettroshock, che stabilisce linee di indirizzo secondo le quali il consenso informato a questa terapia non si limiterà ad una mera compilazione di un modulo, ma permetterà di tutelare i diritti e la libera scelta del paziente, nel rispetto della dignità della persona.

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