SANITA’. Tribunale dei diritti del malato si costituisce parte civile contro clinica Santa Rita

Oggi la Guardia di Finanza di Milano ha eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di primari, ex primari e altri medici della clinica privata Santa Rita. L’inchiesta sulla clinica milanese va avanti dalla primavera del 2007, quando le Fiamme Gialle avevano sequestrato parecchie cartelle cliniche ritenute non veritiere o comunque alterate per permettere rimborsi maggiori rispetto a quelli dovuti. Stamattina la Guardia di Finanza ha sequestrato una somma di circa 2,5 milioni di euro, pari al rimborso indebito che la clinica ha ottenuto dal Sistema Sanitario Nazionale alterando le cartelle cliniche e i codici di rimborso. Tra le accuse di oggi ci sono truffa al sistema sanitario nazionale e falso ideologico; ma a questo si aggiunge l’accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà e ipotesi di reato di lesioni personali gravi.

"Questo episodio, al di là della gravità intrinseca, è un campanello di allarme per il cosiddetto modello lombardo": è quanto si legge in un comunicato del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. "Non critichiamo a priori la scelta di ricorrere al privato accreditato, ma abbiamo da sempre sottolineato la necessità di affiancarvi un sistema di controllo più efficace, per agire prima che il danno sia fatto. Non bastano le certificazioni, o il rispetto dei vincoli di bilancio. E’ necessario un sistema istituzionale di controllo,a cui affiancare la valutazione civica perché siano gli stessi utenti del servizio a fornire indicazioni sulla qualità di quanto erogato". Il Tribunale dei diritti del malato dichiara "la sua volontà di costituirsi parte civile nel processo contro la clinica Santa Rita e di essere a completa disposizione della famiglie che hanno subito un danno dal comportamento dei medici indagati".

 

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