SANITA’. V Rapporto Ceis: 4,1% delle famiglie paga spese catastrofiche

La sanità farà bene alla salute, ma non al portafoglio. Sono 346.069, pari all’1,5% della popolazione, le famiglie che si sono impoverite a causa delle spese sanitarie che devono affrontare di tasca propria, e quasi un milione, pari al 4,1% della popolazione, quelle che pagano spese catastrofiche, cioé superiori al 40% delle loro risorse. A incidere di più sono i soldi spesi per la non autosufficienza e le cure dentistiche. E’ questo il quadro poco confortante emerso dal "V Rapporto del Ceis Sanita" 2007′ realizzato dal Centro di ricerca della facoltà di Economia di Tor Vergata, sui dati dell’Istat relativi ai consumi delle famiglie italiane nel 2005 presentato ieri a Roma.
– SPESA PRIVATA IMPOVERISCE: L’impoverimento causato dalle spese sanitarie private cresce in modo costante: nel 2005 le famiglie impoverite sono state 346.069 (1,5%), con forti differenze a livello regionale, lo 0,3% in Toscana e il 4,9% in Calabria. Il rapporto indica come cause principali le carenze del Ssn sull’assistenza per i non-autosufficienti e le cure dentistiche. I più colpiti dall’impoverimento sono le persone sole over65 (2,9%), le coppie senza figli con un membro anziano (2,3%) e le coppie con figli.
– PER 1 MLN SPESE ‘CATASTROFICHE’: Spendono più del 40% delle loro risorse per far fronte alle spese sanitarie: sono ben 948.253, pari al 4,1%, i nuclei familiari che pagano spese dette ‘catastrofiche’. Anche in questo caso le differenze regionali sono fortissime: le percentuali più elevate sono in Calabria (11,2%) e minime in Emilia Romagna (1,2%). Colpite soprattutto le fasce meno abbienti e i ceti medi.
– MENO POSTI LETTO MA PIU’ MEDICI: Si riducono i posti letto, ma non gli organici. Dal 2000 al 2005 si è realizzata (con le eccezioni di Molise, Abruzzo e Sicilia) una drastica riduzione dei posti letto ospedalieri, passati da una disponibilità di 5,1 posti letto per 1.000 abitanti ad una di 4,6. Calata anche la spesa per l’assistenza ospedaliera, pari al 47% del totale della spesa sanitaria (2005). A ciò non è però corrisposta una riduzione degli organici. I medici delle strutture di ricovero sono aumentati infatti del 7,7%, mentre gli infermieri, nonostante una maggiore disponibilità complessiva per posto letto, sono calati del 2,3%. Si è cioé passati da 0,36 camici bianchi per posto letto nel 2000 a 0,43 nel 2005, e da 0,88 infermieri a 1,0 unità per posto letto.
– IN FRIULI I DRG PIU’ ALTI: Le tariffe ospedaliere legate ai Drg, in quasi un decennio, sono state rivalutate in media solo del 10% circa, meno dell’1% circa ogni anno. Ma l’elemento più preoccupante evidenziato dal rapporto è la forbice per la remunerazione dei Drg. Nei 50 Drg più ricorrenti ci sono differenze regionali del 100%, con punte di oltre il 200%. Le tariffe più elevate sono state registrate in Friuli Venezia Giulia e quelle più basse in Veneto e Calabria. Il costo per punto Drg delle aziende ospedaliere è passato da 1.779,4 euro nel 2004 a 7.161,1 euro nel 2005.
– 6 PAROLE CHIAVE PER FUTURO SSN: Responsabilità, autonomia, sussidiarietà, integrazione, valutazione ed empowerment: sono queste le sei parole chiave per il futuro del Ssn indicate dal rapporto. "Ma bisogna pensare anche – ha detto Federico Spandonaro del Ceis – a sistemi di responsabilizzazione della spesa farmaceutica, con una riforma dei ticket e delle esenzioni".

 

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