SCUOLA. Assenze personale scolastico e riduzione corsi di laurea nella conferenza Gelmini-Brunetta

Nel 2009 le assenze del personale della scuola si sono ridotte del 32,45% rispetto allo scorso anno: -29,2% nel mese di gennaio e -35,7% a febbraio. E’ quanto risulta dal monitoraggio mensile delle assenze del personale della scuola con contratto a tempo indeterminato, svolto dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

Il dato è stato diffuso oggi dal Ministro Mariastella Gelmini e dal Ministro Renato Brunetta nella conferenza stampa a Palazzo Chigi che ha avuto come temi l’applicazione dell’articolo 71 della legge 133/2008, il precariato in scuole e università e la razionalizzazione dei corsi di laurea. Dunque la riduzione delle assenze del personale scolastico è il "risultato più significativo che deriva dalla applicazione dell’articolo sul contenimento della spesa nelle Amministrazioni Pubbliche" si legge nel comunicato del Governo.

La rilevazione dei Ministeri ha riguardato le assenze, per malattia, retribuite e non, e quelle dovute ad altri motivi, effettuate dai docenti e dal personale ausiliario-tecnico-amministrativo (Ata) in servizio presso le scuole statali di ogni ordine e grado. Confrontando i periodi di assenza per malattia superiori a dieci giorni nei mesi di gennaio e febbraio relativi ai due anni, questi sono diminuiti, per i docenti, a febbraio del 19,8% e a gennaio del 18,5%; per il personale Ata invece rispettivamente del 28% a febbraio e 34,8% a gennaio. Nel mese di febbraio, su base territoriale, la maggiore diminuzione si è registrata, sia per il personale Ata che per il personale docente, nelle regioni dell’Italia centrale (rispettivamente il 39,1% e 39,7%). Seguono le aree meridionali ed insulari col 37,3% e del 36,6%.

L’altro tema della conferenza di oggi è stato la riduzione dei corsi di laurea: a partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli Atenei saranno il 20% in meno rispetto a quelli attivati quest’anno. Verranno disattivati i percorsi formativi non essenziali, rendendo "più razionale
l’organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità".

Secondo il Ministro Gelmini il recente profilerare dei corsi di laurea "non è stata sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro"; per questo il Ministro ha annunciato una nota di indirizzo vincolante che le Università dovranno tenere in considerazione per l’attivazione dei corsi di studio.

Queste le principali misure previste:

  • la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi;
  • l’aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea;
  • la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio, attraverso: l’indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun insegnamento; l’individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili.

All’inizio dell’anno accademico 2007/2008 i corsi di I livello (laurea triennale) e di II livello (laurea specialistica) erano 5.879. Per quanto riguarda le Scuole di specializzazione mediche la razionalizzazione viene fatta attraverso l’accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi. Grazie a queste misure, già da questo anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di specializzazione mediche si è ridotto, passando dalle circa 1600 dell’a.a. 2007/2008 alle attuali 1150, diminuendo quindi di 450 scuole. In epoca di razionalizzazione della spesa non è più possibile mantenere corsi di specializzazione con 1 solo studente. Grazie a queste misure si potrà ottenere invece un miglioramento della qualità didattica.

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