SCUOLA. Associazioni contro l’ultima novità della Lega: le classi differenziate per gli stranieri

Classi separate per gli studenti stranieri che non superano il test di ammissione nelle scuole; è l’ultima novità voluta dalla Lega e approvata ieri dalla Camera nel Pacchetto Scuola. Questo delle "classi ponte" per l’apprendimento della lingua italiana, così le chiamano, è "un provvedimento che seppure formulato con parole civili racchiude in sé gravi elementi di pericolosità. Non si tratta, si legge in una nota di Nessun luogo è lontano, solo di discriminazione, razzismo e xenofobia, ma di avvallare e formalizzare diversità di partenza – partendo dai minori – aggravando il disagio e acuendo le diseguaglianze".

Secondo l’associazione "bisogna investire sull’insegnamento della lingua italiana per le nuove generazioni straniere e nell’inserimento di queste nella scuola, senza creare, però, ghetti e garantendo pari opportunità di accesso e formazione. Sempre più spesso – conclude in comunicato dell’associazione – si attuano politiche demagogiche che non vedono più la persona umana come fine ultimo ma come strumento, tappa per la realizzazione di un progetto particolare, con inevitabili ripercussioni per l’intera comunità dei cittadini, indipendentemente dalla nazionalità".

"Classi separate per stranieri mentre si introduce l’educazione civica; dimensionamento delle scuole dopo aver deciso la apertura pomeridiana degli istituti. E’ davvero una riforma contraddittoria e destabilizzante". E’ questo il commento di Cittadinanzattiva in riferimento agli ultimi 2 provvedimenti sulla scuola adottati con il decreto 154 del 7 ottobre sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche e alla mozione per le classi di inserimento per studenti stranieri.

"Quello che ci impressiona è la mancanza di un disegno strategico di fondo. Ogni giorno c’è qualche provvedimento adottato di imperio, qualche volta in contrasto con i precedenti, e di sicuro sempre senza alcun accordo con gli enti locali, in barba alla sussidiaretà e al federalismo di cui questo governo si è fatto promotore", afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice della scuola di Cittadinanzattiva.

"Il dimensionamento delle istituzioni scolastiche era già previsto da un Dpr del 1998 e dovrebbe riguardare esclusivamente Presidenze ed uffici amministrativi. Su questo non possiamo che essere d’accordo, in vista di una razionalizzazione delle spese e delle strutture. Ma se si decidesse di toccare gli istituti scolastici con meno studenti, il rischio esiste ed allora, come facemmo per la chiusura dei piccoli ospedali, chiediamo che il Governo si impegni, in accordo con gli enti locali, per garantire maggiori servizi ai cittadini: non si può chiudere una scuola senza dotare le comunità locali di adeguati sistemi di trasporto o di mense che allevino il disagio di chi sarà costretto a viaggiare. Tra l’altro, quando si chiude una scuola il rischio è che i ragazzi siano privati di luoghi di incontro e condivisione: misura in contrasto con la necessità di puntare sul tempo pieno e sulla apertura pomeridiana delle scuole, che il Ministro Gelmini ha più volte ribadito come centrale nella sua riforma. E altrettanto contraddittoria con questo principio è quello di ieri di istituire classi separate per studenti".

Secondo Legambiente la mozione della Lega Nord fa tornare l’Italia indietro di 30 anni, per questo l’associazione ambientalista esprime un netto rifiuto verso "le classi differenziali che minano la convivenza. L’Italia torna 30 anni indietro. "Nel 1977, con la legge 517, l’Italia ha dato prova di civiltà abolendo le classi differenziali per gli studenti svantaggiati – commenta Vanessa Pallucchi, responsabile nazionale Legambiente Scuola e formazione – e da allora le scuole hanno sempre lavorato con successo nell’ottica dell’integrazione fra i ragazzi e la valorizzazione delle diversità. Tornare oggi a quella realtà, istituendo classi per soli stranieri, rappresenta un provvedimento grave, che mina i diritti dell’infanzia, l’integrazione dei cittadini stranieri e la coesione sociale di tutto il nostro Paese".

"Proprio l’accoglienza – aggiunge la responsabile di Legambiente Scuola e Formazione – è sempre stato un valore aggiunto della scuola italiana che ha integrato ogni bambino nel sistema d’istruzione senza discriminazioni di religione, razza, nazionalità e condizione sociale. L’integrazione, per altro, non è assimilazione culturale, come sostiene la Lega nel difendere la sua mozione, ma sviluppo di competenze di convivenza nel rispetto delle diversità, e rappresenta una grande opportunità di crescita non solo per chi va a scuola ma per la comunità tutta".

"Invece di creare nuove classi con costi aggiuntivi per lo Stato – conclude Pallucchi – sarebbe molto più opportuno aumentare alle scuole i fondi necessari all’impiego di mediatori culturali. Negli ultimi 7 anni, infatti, a fronte di un aumento esponenziale di bambini stranieri nelle scuole italiane, i finanziamenti per l’integrazione sono rimasti invariati".

Intanto in molti atenei d’Italia oggi è stata organizzata la "notte bianca anti Gelmini", organizzata da genitori e insegnanti. Bologna è la capofila, ma l’hanno seguita Roma, Milano, Torino, Parma, Genova, Perugia, Brescia, Viareggio, Firenze, Pisa e tante altre.

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