SCUOLA. Gelmini propone bonus per chi va ad una scuola privata. Reazione dei Consumatori

I risultati dell’indagine dell’Ocse sulla situazione delle scuole del mondo ha messo in evidenza uno sconfortante quadro italiano. I risultati medi degli studenti italiani sono tra i più scarsi nell’area Ocse (per esempio, gli studenti italiani di 15 anni sono indietro di 2/3 di anno scolastico nelle scienze rispetto alla media europea e di 2 anni rispetto ai migliori, i Finlandesi). Soltanto la metà della popolazione attuale nel nostro Paese ha completato l’istruzione secondaria superiore ( a confronto di 2/3 della popolazione nell’area Ocse).

Le raccomandazioni dell’Ocse per migliorare la scuola italiana sono quelle di introdurre incentivi agli insegnanti e di promuovere un dibattito pubblico, che coinvolga tutti gli attori del sistema scuola nel processo di riforma. L’Ocse raccomanda "di specificare standard chiari di risultati e successi e offrire migliori test, monitoraggio e linee guida per la conformità a livello nazionale" e di introdurre meccanismi di valutazione per migliorare la qualità dell’insegnamento.

In particolare alla scuola italiana l’Ocse suggerisce di contenere la spesa, aumentare l’autonomia, migliorare la qualità dell’insegnamento e migliorare i risultati delle scuole efficienti, incoraggiando la ristrutturazione degli istituti scadenti.

Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha sottolineato il fatto che i dati e le raccomandazioni dell’Ocse vanno nella stessa direzione dell’azione riformatrice del Governo. Il Ministro ha, inoltre, annunciato che prevede un bonus a sostegno di chi sceglie di frequentare le scuole private, poiché le scuole private costano di più di quelle pubbliche.

Una reazione di sconcerto, riguardo quest’intenzione del Ministro, arriva da Federconsumatori. "Si tratta dell’ennesimo segnale che testimonia la volontà, ormai manifesta, di favorire sempre di più la privatizzazione dell’offerta formativa, riservando alla scuola pubblica una funzione del tutto marginale" scrive Federconsumatori in una nota.

"Federconsumatori insorge di fronte a questa nuova proposta, che prospetta uno scenario in cui il diritto all’istruzione, non più universale, sarà riservato ai pochi che se lo potranno permettere, a danno soprattutto delle famiglie meno abbienti. Di fronte alla globalizzazione – continua la nota dell’Associazione dei consumatori – caratterizzata da un grado crescente di competitività, perché il nostro Paese non sia il fanalino di coda nella crescita e nello sviluppo economico e sociale, sarebbe necessario ampliare l’accesso all’istruzione, valorizzando le risorse umane, piuttosto che operare tagli alla scuola pubblica (in tre anni si prevede un taglio di 8 miliardi e 134 mila posti di lavoro)".

"Inoltre, un provvedimento di questo tipo sarebbe inaudito, dal momento che viviamo in una società multietnica e multiculturale, nella quale i livelli di inclusione sociale devono essere garantiti prioritariamente dalla scuola pubblica".

"Federconsumatori, quindi, richiede interventi urgenti a sostegno al sistema scolastico – afferma Rita Battaglia, Vice Presidente Federconsumatori – in modo che sia il merito a distinguere il percorso di ogni singolo cittadino, a prescindere dalle sue disponibilità economiche".

Altrettanto dura la reazione dell’Aduc che, rispetto al dato Ocse sulla differenza di prestazioni scolastiche, ma anche di spesa pubblica, tra Nord e Sud, ricorda al Ministro Gelmini di essersi laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia (Nord), ma di aver superato l’esame di Stato, per la professione di avvocato, presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria (Sud).

"E’ autrice del progetto di legge per la Promozione e l’attuazione del merito nella società, nell’economia e nella pubblica amministrazione – scrive Aduc in un comunicato – La precedente ministra all’Istruzione è stata, per 5 anni, Letizia Moratti. Riteniamo che in 5 anni si puo’
programmare e, in parte, attuare una profonda riforma scolastica. Ovviamente, non si è fatto. Dei ministri dell’altra sponda partitica (D’Onofrio, Berlinguer, De Mauro, Fioroni) meglio, per amor di patria, non parlarne. Insomma, quello che e’ mancata e’ stata la capacita’ di governare il processo di trasformazione dell’istruzione. Visti i ministri, non ce ne meravigliamo".

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