SCUOLA. Gli e-book a scuola: pesano meno sulle spalle dei ragazzi e sulle tasche dei genitori

Un catalogo di 40 libri scolastici in formato digitale; 8 per le scuole medie e 32 per gli istituti superiori. A produrre questi e-book è stato un gruppo di 60 insegnanti di varie scuole italiane, che hanno lavorato con la casa editrice Garamond. La redazione di Garamond ha selezionato e fatto accordi con i singoli insegnanti, che sono stati formati per progettare, tutti in modo uniforme, questi e-book.

"Il nostro progetto – ha spiegato Agostino Quadrino, direttore editoriale di Garamond, durante il convegno "Gli e-book a scuola. Un’occasione di innovazione", organizzato oggi a Roma – consiste nell’offrire alle scuole un contenuto didattico in formato nuovo, quello digitale che fornisce agli studenti esattamente gli stessi contenuti che sono presenti sui libri di testo. I vantaggi fondamentali della sostituzione dei libri di testo con gli e-book sono due: un minor peso per i ragazzi che non devono più caricarsi ogni giorno chili di carta sulle spalle e l’abbattimento dei costi. Infatti – ha aggiunto Quadrino – gli e-book, indipendentemente dal numero di pagine, hanno tutti lo stesso prezzo, cioè di 9,90 euro e a questo prezzo si può accedere a tutta una serie di servizi aggiuntivi, come materiali di approfondimento, eserciziari e spunti su specifiche tematiche".

"Vogliamo far passare l’idea per cui nelle scuole si debba avere più di un servizio e che la didattica sia più flessibile, così che l’insegnante possa adattare meglio la sua programmazione alle nuove esigenze dei ragazzi. Come viene vista quest’idea dai genitori e dagli insegnanti? In generale rispetto a quest’innovazione c’è un duplice atteggiamento: da una parte di curiosità e di volontà di cambiare qualcosa. Probabilmente nella scuola italiana è il momento di introdurre qualche innovazione. Dall’altra parte però c’è qualche perplessità di chi pensa che non siano ancora maturi i tempi per introdurre un cambiamento così radicale. Noi pensiamo che se non si comincia mai difficilmente si potrà sperimentare qual è l’effettivo utilizzo di questi testi digitali, verificando sul campo se questi sono all’altezza delle aspettative dei docenti.

Ci sono già esempi come questo in altri paesi? – ha chiesto Help Consumatori al direttore editoriale di Garamond

"All’estero e non solo nella solita Francia e Germania, ma anche in Spagna e Portogallo, Polonia e Romania ci sono già esempi di questo tipo, perché i contenuti in formato digitale sono sempre più diffusi a livello internazionale come integrazione o sostituzione del testo cartaceo. Le giovani generazioni, d’altra parte, hanno maggiore dimestichezza con questi materiali e questo è un elemento che non possiamo negare. Dovremmo invece pensare ad offrire un contenuto di elevata qualità".

Cosa pensano le associazioni dei consumatori di quest’iniziativa? – ha chiesto Help Consumatori a Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum.

"Adiconsum ha sempre seguito con grande attenzione il problema dei libri di testo scolastici. In questi anni abbiamo denunciato varie volte il non rispetto del tetto dei costi e le varie speculazioni che avvengono ogni anno con le nuove edizioni. Credo che sia un passo positivo – ha aggiunto Landi -quello di cominciare a sperimentare gli e-book nella scuola, anche perché ormai tutti sanno usare i computer. Questo permetterebbe di abbattere in modo considerevole i costi attuali dei libri, di oltre un terzo. Bisognerà darsi sicuramente delle regole per evitare che si ripeta la stessa speculazione anche sugli e-book. Dal canto nostro – ha concluso il Segretario generale Adiconsum – intendiamo promuovere quest’innovazione sul territorio. Ci faremo parte attiva di alcune iniziative per sensibilizzare i genitori. In realtà l’introduzione degli e-book è già prevista dal decreto Gelmini, ma rischia di restare lettera morta se nessuno la riprende. I genitori purtroppo non ne sanno molto e per questo bisogna fare una campagna di sensibilizzazione che punti all’abbattimento dei costi e alla qualità, visto che il contenuto degli e-book è esattamente lo stesso di quello dei libri tradizionali".

"La cultura digitale ha una portata epocale; ormai sono più di 20 anni che i libri nascono direttamente in formato digitale". E’ quanto ha dichiarato Antonio Tombolini, di Simplicissimus Book Farm. "Il termine e-book non ha ancora una chiara collocazione nell’immaginario del lettore, almeno del lettore medio, ma negli ultimi 2 anni comincia ad essere sinonimo di libro. La parola e-book contiene una certa ambiguità di fondo, che è la stessa ambiguità che da secoli mantiene in vita il termine libro. Ormai – ha spiegato Tombolini – ci sembra scontato confondere il concetto di libro come supporto cartaceo con il concetto di libro come contenuto di lettura".

Insomma dal convegno di oggi è emerso un dato oggettivo: nel rapporto tra scuola e libro c’è un riflesso condizionato che è viziato da pregiudizio. Da una parte si teme che l’autorevolezza del libro venga messa in crisi dall’approssimazione di internet, dalla parte dei ragazzi, invece, si associa il dovere al testo stampato e il momento ludico al computer.

"Noi vogliamo rompere questo rigido compartimento in cui sono incastrati il digitale e la stampa – ha concluso Quadrino – Ormai tutti i nostri contenuti si adattano a diversi contenitori e questa de materializzazione cambia il modo di fruire i contenuti e di esserne fruitori. Tutto questo prevede anche un processo di disintermediazione, che si traduce in meno carta, meno inchiostro, meno magazzini e anche meno valigette con cui i rappresentanti si presentano agli insegnanti per proporre i nuovi libri. In più, con gli e-book c’è la possibilità di offrire tutta una serie di altri contenuti didattici che possono arricchire l’esperienza formativa".

di Antonella Giordano

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