SCUOLA. In piazza la mobilitazione nazionale degli studenti

Più diritti allo studio e per gli studenti, più investimenti per la scuola e l’università pubbliche, e un no agli esami di riparazione. Queste le richieste alla base della mobilitazione nazionale di oggi degli studenti delle scuole superiori e dell’università. Tra le principali sigle organizzatrici vi sono l’Unione degli Studenti, la Rete degli Studenti, gli Studenti di Sinistra, gli StudentSX e l’Unione degli Universitari.

Nel mirino degli studenti la Finanziaria. Il nostro paese – si legge in una nota dell’Unione degli studenti – spende milioni di Euro per rafforzare il proprio esercito, per partecipare al progetto di scudo spaziale di Bush, mentre la dispersione scolastica continua a salire a fronte di una mancanza di investimenti. Chiediamo, quanto prima, un piano di investimenti straordinario per l’edilizia scolastica e universitaria. Chiediamo al Governo un investimento straordinario in Finanziaria per la copertura totale degli idonei alle borse di studio degli studenti medi e universitari in tutte le Regioni. A fronte dell’emergenza educativa che coinvolge la scuola e l’università pubblica, siamo profondamente contrari all’aumento dei fondi alle scuole e alle università private. I fondi per la didattica (l.n. 440/97), nonostante l’innalzamento dell’obbligo, non sono stati aumentati, anzi, sono stati confermati i tagli consistenti fatti dalla Moratti e da Tremonti. Dopo il risanamento ci vuole l’investimento, la prossima finanziaria sarà per il governo un banco di prova fondamentale, per questo pensiamo che parte dell’extra-gettito fiscale debba essere destinato alle scuole, alle università e alla ricerca.

Posizione critica anche nei confronti degli esami di riparazione considerati "irricevibili", come anche le nuove sanzioni introdotte nel nostro Statuto, che riteniamo lesive del principio inclusivo della scuola stessa. Chiediamo la personalizzazione dei tempi e dei modi del recupero e della didattica, per una scuola di tutti e di ciascuno, e relazioni interne alla scuola basate sul principio della democrazia e dell’inclusione, conclude l’Unione.

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