SCUOLA. Lettera di Cittadinanzattiva al sindaco di Napoli per chiusura anticipata delle scuole

Questa mattina il segretario regionale di Cittadinanzattiva Campania, Fernando Iavarone, ha inviato una lettera aperta al Sindaco di Napoli Iervolino, al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Bottino e all’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Napoli, in merito alla chiusura di fatto dell’anno scolastico,a causa degli impegni elettorali. L’Associazione dei Consumatori denuncia il fatto che con la chiusura anticipata delle scuole i cittadini subiscono un danno ingiustamente, "pagando un conto non loro".

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera.

"Appena oggi 29 maggio i genitori hanno appreso che a Napoli le scuole pubbliche interessate da operazioni elettorali resteranno chiuse oltre al ponte del 1 giugno anche il 3, il 4 ed il 5 nonché l’8, il 9 ed il 10 giugno. In buona sostanza ai genitori solo stamane è stato comunicato che la scuola è finita. A parte la prassi opinabile dei "ponti" che crea un grosso disagio ai genitori che devono ricorrere a soluzioni alternative spesso onerose. A parte il fatto che la scuola, soprattutto in una città difficile come la nostra ha una durata complessiva ben al di sotto del necessario e copre un arco orario giornaliero ridotto laddove invece dovrebbe garantire un servizio ben più ampio e, comunque, in linea con le esigenze dell’utenza, dobbiamo constatare che a fronte di disposizioni del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Alberto Bottino tese a ridurre al minimo la chiusura delle scuole legata allo svolgimento delle operazioni elettorali, si finisca con l’impegnare le strutture scolastiche per un lasso di tempo dilatato oltre ogni ragionevole previsione. Non si comprende, infatti, perché occorrano ben tre giorni per spostare dei banchi e tre per rimetterli a posto e ripristinare la funzionalità delle strutture in funzione delle operazioni elettorali. Non si comprende, infine, perché i giorni persi non possano essere recuperati.
Ci duole constatare come si finisca con il ribaltare a carico del cittadino le conseguenze di una scarsa attenzione ai problemi dell’utenza dei servizi educativi pubblici che oltre a scontare l’interruzione dell’erogazione più volte nel corso dell’anno per problemi legati alla fatiscenza delle strutture (emblematico il caso dell’Istituto Comprensivo Fava-Gioia fatto oggetto di quattro derattizzazioni in tre mesi) devono subire improprie contrazioni del calendario scolastico annunciate con un anticipo tale da consentire all’utenza di organizzarsi in maniera alternativa. Questo stato di cose finisce con l’incidere sul reddito perché costringe i cittadini a compensare di tasca propria i costi occulti che derivano da tali disservizi.
Siamo convinti che occorra intraprendere un percorso fattivo che ponga in discussione la qualità dei servizi pubblici educativi, sociali, culturali, sportivi, etc. e che porti alla definizione o all’aggiornamento delle Carte della qualità dei Servizi così come prescritto, d’altra parte, dal comma 461 della legge finanziaria 2008".

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