SCUOLA. MDC su test Invalsi: “Misurano una preparazione che già dal prossimo anno non ci sarà più”

Sono partiti oggi per oltre 2 milioni e 200mila studenti (1 milione e 100mila sono bambini delle scuole primarie) i test d’apprendimento predisposti dall’Invalsi. Ed è polemica. "Non siamo contrari ai test in sé, certo è che misureranno una preparazione che già dal prossimo anno potrebbe non essere più garantita ai nostri figli – commenta Lucia Moreschi, presidente di Movimento Difesa del Cittadino Lombardia e Responsabile Nazionale del Dipartimento Junior – Siamo preoccupati sia per i tagli di organico che per l’effettiva riduzione di tempo-scuola soprattutto nelle scuole primarie: solo in Lombardia a fronte di un aumento di circa 10mila alunni verranno tagliati 4034 posti di cui ben 1425 nella scuola primaria".

Qual è il nesso? "La diminuzione delle compresenze, le classi superaffollate stanno portando progressivamente ad una scadenza di qualità del rapporto tra alunni e docenti, dovuta anche alla minore permanenza a scuola – afferma Moreschi – e dalle segnalazioni dei genitori giunte alla nostra associazione non tutti i comuni riusciranno ad implementare ed attivare servizi di doposcuola sufficienti a coprire le richieste, con educatori adeguatamente preparati". Nelle scuole primarie dove non c’è il tempo pieno, infatti, con il nuovo anno, l’orario scolastico passerà a 30, 27 o 24 ore. "Questo vuol dire che, con il ritorno alla scuola part-time i bambini dovranno tornare a casa diversi pomeriggi alla settimana – precisa la presidente di MDC Lombardia – se sommiamo i disagi e dovendo fare i conti con i tagli ai bilanci comunali non è difficile prevedere un peggioramento dell’offerta, oltre che un incremento dei costi a carico delle famiglie ".

"Tutti questi elementi – conclude Lucia Moreschi – non ci fanno altro che dedurre come sia difficile sperare in un miglioramento della preparazione dei nostri ragazzi. Senza dimenticare che non gioveranno, di certo, ai tempi di conciliazione lavoro-famiglia e, ovviamente, all’occupazione femminile".

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