SCUOLA. Ministro Gelmini pensa ad un test oggettivo anche per gli esami di Maturità

Presto anche gli esami di Stato potrebbero cambiare, seguendo la scia della valutazione oggettiva che già ha investito la scuola media. L’annuncio arriva dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che sta "valutando l’ipotesi di introdurre per gli esami di Maturità una prova nazionale sul modello Invalsi, analoga a quella della scuola media. La nuova prova potrebbe essere introdotta, in aggiunta a quelle già esistenti, con l’avvio della riforma della scuola superiore". Il Ministro Gelmini, dunque, vuole abituare i ragazzi italiani "a essere valutati con sistemi internazionali".

Ma cos’è il modello Invalsi? E’ una prova nazionale, predisposta dall’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di Istruzione e di Formazione; è valutata secondo criteri di oggettività e non soggetta a criteri discrezionali. E’ semistrutturata (cioè composta da quesiti sia a scelta multipla che a risposta aperta) ed è costruita sulla base di quadri di riferimento definiti da esperti della scuola e dell’università, tenendo conto delle indicazioni attualmente in vigore, della pratica didattica e dell’impianto concettuale delle grandi indagini internazionali. La correzione della prova è fatta in base ad una scheda di valutazione standardizzata, in cui viene attribuito un punteggio ad ogni quesito.

Nella giornata di ieri 570mila studenti delle scuole medie hanno sostenuto la prima prova Invalsi, costituita da una prova di italiano e una di matematica. Per l’italiano i ragazzi si sono cimentati nell’analisi di un testo di Dino Buzzati, in un tema sui "consigli per il domani ai giovani (e ai genitori), in quesiti di grammatica; la prova di matematica riguardava i contenuti principali dei programmi svolti nel corso dell’ultimo anno (numero; geometria; relazioni e funzioni; misura, dati e previsioni) e richiedeva un ragionamento attento nella risposta ai quesiti. L’esito di questa prova concorre, insieme a quello delle altre prove scritte e del colloquio, al voto finale.

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