SCUOLA. Nuovo anno scolastico, Consumatori: “Ministro trascura i problemi della scuola italiana”

Oggi il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato le novità per l’anno scolastico 2010-2011. Quest’anno entra in vigore la riforma dell’Istruzione superiore, un provvedimento epocale che riduce la frammentazione degli indirizzi nei licei e rilancia l’istruzione tecnica e professionale. Le principali novità della riforma sono: nuovi orari (riduzione delle ore per i singoli insegnamenti, salvo per le materie scientifiche); potenziamento dello studio delle lingue, con una materia, al 5° anno, insegnata direttamente in inglese; istituzione del liceo musicale-coreutico e del liceo delle scienze umane; potenziamento degli istituti tecnici e professionali.

Il Ministro ha poi dichiarato, in conferenza stampa, che "è impossibile assorbire i 200mila precari della scuola, che sono il frutto di una politica del passato.

Cittadinanzattiva denuncia il fatto che il Ministro non abbia detto nulla in merito alla scarsa sicurezza delle scuole italiane. "Di fatto l’edilizia scolastica resta una emergenza dimenticata – afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva – Le scuole versano in uno stato pietoso, come dimostreremo anche quest’anno con il nostro VIII Rapporto "Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici" che sarà presentato il prossimo 16 settembre (Sala del Refettorio, Camera dei Deputati), ma ancora oggi dal Ministro non abbiamo avuto alcuna rassicurazione a proposito: non si è accennato alla Anagrafe delle nostre scuole che attendiamo ormai da anni, né agli ulteriori 400 milioni di euro del fondo Cipe in attesa di stanziamento".

"Così come mancano le risorse che il Governo dovrebbe stanziare – ha concluso Bizzarri – in compartecipazione agli Enti locali, come contributo al fondo ordinario triennale previsto dalla legge 23/96. E ancora prima dello stanziamento dei fondi, ricordiamo al Ministro che, senza una revisione dei vincoli imposti dal Patto di stabilità, qualsiasi risorsa stanziata per la sicurezza delle nostre scuole sarà di fatto inutilizzabile dagli Enti locali".

Anche Federconsumatori ha qualcosa da ridire rispetto a quanto presentato dal Ministro dell’Istruzione. "Troviamo del tutto fuori luogo la visione rosea del Ministro Gelmini sullo stato della scuola italiana – scrive l’Associazione in una nota – Andasse a chiedere ai genitori degli alunni, costretti a fare i conti con il puntuale sforamento dei tetti di spesa per i libri, con il taglio degli insegnanti di sostegno, con la dubbia sicurezza degli edifici, con la soppressione improvvisa delle classi, e via dicendo, cosa ne pensano della nostra scuola".

"Sono numerosi e gravi, infatti, i problemi che, ogni giorno, i genitori segnalano presso i nostri sportelli – continua Federconsumatori, denunciando i pesanti tagli fatti in questo settore, che testimoniano la mancata volontà del nostro Paese di investire sul proprio futuro, sulla ricerca, sulla formazione e sull’innovazione". "Non ci stancheremo mai di dire che non è questa la ricetta da seguire, non solo per uscire dalla crisi, ma anche per garantire al nostro Paese uno sviluppo futuro, in grado di tenere il passo in un’economia globale che sempre di più punta sulla qualità e sulla conoscenza".

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