SCUOLA. Polemica sul caro libri, editori rispondono alle accuse

Con il riaccendersi della polemica intorno al caro libri, non tarda ad arrivare la risposta degli editori. Secondo l’Associazione Italiana Editori (AIE) e una rilevazione sui 31.042 libri di testo in commercio i prezzi sono decisamente sotto il tetto dell’inflazione (attestata sull’1,7% a giugno, secondo Istat) e si tratta di incrementi in continua diminuzione, se si considera che lo scorso anno ci si attestava su un +1,17% di media.

Nel dettaglio, i prezzi dei libri per la secondaria di I grado hanno subito un incremento dell’1,03% (lo scorso anno era dell’1,08%), quella della secondaria di II grado dell’1% (lo scorso anno era dell’1,26%). "Questo conferma non solo che non che esistono incrementi selvaggi – ha sottolineato il presidente del gruppo Editoria Scolastica di AIE, Enrico Greco, che comunica già di aver preso contatti con l’Antitrust – ma che gli editori hanno attuato, anche quest’anno, una politica dei prezzi tale da consentire a tutti gli istituti di stare entro i tetti di spesa fissati dal Ministero".

Per quanto riguarda i tetti di spesa, gli editori prendono le difese delle scuole, dei docenti e dei dirigenti accusati di "sforare": "In base alla normativa vigente e nel rispetto dell’autonomia e della responsabilità dei docenti, la legge ammette sia lo sforamento dei tetti entro il 10%, sia la compensazione della spesa nel triennio della scuola media. È però il Consiglio di Istituto (di cui fanno parte anche i genitori) che deve convalidare la scelta degli insegnanti con apposita delibera, se riconosce la necessità di scegliere i testi più adatti alle situazioni dei propri figli, a fronte delle quali – ha proseguito Greco – il tetto può essere sforato".

E sulle nuove edizioni come si difendono gli editori? "Più che di nuove edizioni si parla quasi sempre di nuove proposte editoriali, il cui prezzo è in linea con i testi già in circolazione: le trasformazioni delle giovani generazioni impongono continuamente nuovi linguaggi". L’AIE ricorda, infine, di essersi dotata di un codice di autoregolamentazione, che prevede la possibilità di editare nuove edizioni solo nel caso in cui siano previste modifiche di ordine grafico o di contenuto superiori al 20% dell’edizione già in commercio.

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