SCUOLA. Presidi Lazio denunciano mancanza di risorse. Adiconsum: “Diritto che va garantito”

"Non ci sono soldi e la scuola rischia il collasso". Questo l’appello che quasi 300 presidi del Lazio hanno rivolto a duecentomila genitori in una lettera aperta. "Fino a giugno le scuole sono coperte – si legge nella lettera – ma il problema si sentirà a settembre, quando i soldi saranno finiti e non ci saranno più fondi d’emergenza da usare come tampone. Insomma un problema economico che non interessa attività extrascolastiche, ma diritti base come la copertura delle ore di supplenza oppure l’alternativa all’ora di religione".

Secondo Adiconsum, non solo le scuole del Lazio ma quelle di tutta la Penisola versano in questa disastrosa situazione. "Le risorse per far funzionare la scuola non ci sono – scrive l’Associazione – e questo, è bene dirlo a chiara voce, a causa dei tagli effettuati dal Governo. Mancano le risorse: per i corsi di recupero (costringendo le famiglie a ricorrere agli insegnanti privati); per le normali attività curriculari (facendo scadere la qualità della scuola italiana rispetto alle scuole europee); per le attività extrascolastiche inserite nei POF; per la manutenzione sia ordinaria che straordinaria degli edifici scolastici (mettendo a rischio ogni giorno la sicurezza dei ragazzi); per le supplenze".

Secondo Adiconsum se la scuola italiana ad oggi non è andata in crisi, è anche grazie ai contributi volontari versati dalle famiglie. Contributi, di cui il più delle volte non si conosce la volontarietà (per omessa o parziale informazione da parte delle scuole stesse), e che, come testimoniano le centinaia di segnalazioni che da mesi pervengono allo sportello Scuola di Adiconsum, si aggirano intorno ai 120 euro a famiglia, con punte anche di 300 euro!

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