SCUOLA. Rapporto Legambiente: a Prato le migliori per sicurezza e ecosostenibilità

Nella classifica delle scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti sale sul podio Prato. Raggiungono l’eccellenza anche Asti, Parma, Bergamo, Biella, Forlì, Livorno, Macerata e Siena. La classifica è stata stilata da Legambiente che ha oggi presentato "Ecosistema Scuola 2007", il rapporto annuale sull’edilizia e sui servizi scolastici.

Anche alcune città del Sud conquistano posizioni di vanto: bene Vibo Valentia (15ma) e nella prima metà della classifica trovano posto anche Cosenza e Caltanissetta, rispettivamente al 31° e al 41° posto. Tra le grandi città, Milano, conquista l’11° posto, seguita da Roma al 16° e da Torino al 36°. Palermo è solo 72ma, mentre Piacenza consegna al centro-nord l’ultimo posto. Napoli, Venezia e Bologna ottengono la bocciatura per non aver inviato alcun dato.

Dal rapporto emerge un patrimonio immobiliare delle scuole italiane vecchio: il 54% degli edifici è stato costruito prima del 1974 (anno in cui la legge ha definito i criteri di edilizia antisismica), oltre 1/3 ha urgente bisogno di interventi di manutenzione straordinaria, il 66% non ha il certificato di prevenzione incendi, mentre il 38% non possiede quello di agibilità statica. "Lo stanziamento in finanziaria di 250 milioni di euro per il prossimo triennio è una novità importante. Come pure il "patto di sicurezza" previsto tra Stato, Regioni ed Enti locali che dovrebbe garantire la migliore destinazione di questi fondi per il risanamento del patrimonio edilizio scolastico del nostro Paese – dice Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente -. Con il piano messo a punto dal Ministero delle Attività Produttive, in accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione, d’ora in poi anche le scuole avranno incentivi e sgravi fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici. Occorre un maggiore impegno perché non siano più luoghi di spreco, ma funzionino da esempio e modello per tutto il territorio".

Oggi la percentuale di scuole che utilizza energia da fonti rinnovabili è ferma al 4%, con la pregevole eccezione dei comuni dell’Emilia Romagna, Modena (35%) e Forlì (25%). Più incoraggiante è il dato sul risparmio: oltre il 46% utilizza fonti d’illuminazione a basso consumo, in particolare a Milano, Palermo e Verona. Inoltre migliora da nord a sud la raccolta differenziata dei rifiuti, non più solo carta (il 61% delle scuole), plastica (41%), alluminio (27%) e vetro (37%), ma sempre più spesso anche pile (41%), toner (29%) e scarti organici (38%).

Legambiente ha infine individuato "7 azioni in cui investire per potersi definire a tutti gli effetti una scuola eco-sostenibile.

  • Utilizzo di fonti energetiche rinnovabili – installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda, di impianti fotovoltaici per la produzione di energia e acquisto, per il fabbisogno rimanente, di energia certificata proveniente da fonti pulite.
  • Efficienza energetica – utilizzo di caldaie a condensazione o centrali di microgenerazione, valvole termostatiche sui termosifoni per regolare il riscaldamento, isolamento termico degli infissi, sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle fluorescenti compatte che danno un risparmio dell’80%.
  • Risparmio di risorse – raccolta differenziata dei rifiuti, uso di materiali riciclati per le attività scolastiche, riduttori di flusso ai rubinetti e scarico differenziato nei wc, recupero delle acque piovane.
  • Impianti e materiali – uso di materiali isolanti termici e acustici, esclusione dei prodotti per l’edilizia contenenti sostanze nocive, attenzione alla salubrità dell’aria attraverso la realizzazione di tetti ventilati, vespai areati e drenaggi.
  • Sicurezza – adempimento delle norme previste dalla legge 626, acquisizione della certificazione di agibilità statica e di quella igenico-sanitaria.
  • Salubrità e qualità ambientale – cura dell’arredamento degli interni con attenzione ai criteri della bioarchitettura, monitoraggio della qualità dell’aria, eliminazione dell’amianto e messa in sicurezza, realizzazione o ampliamento delle aree verdi di pertinenza dell’edificio, diffusione di cibi biologici, lontananza da sorgenti d’inquinamento.
  • Organizzazione – individuazione della figura dell’energy manager, organizzazione di reti di scuole per realizzare al meglio le azioni necessarie, coinvolgimento di studenti e famiglie per diffondere comportamenti virtuosi dentro e fuori dalla scuola, uso delle strutture per attività extrascolastiche.

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