SCUOLA. Test Invalsi, Equality Italia: “Discriminano gli alunni disabili”

Accusate di violare la privacy, boicottate da studenti e da insegnanti, non si placa la polemica intorno alle prove Invalsi, test standardizzati nazionali per la rilevazione dell’apprendimento che vengono somministrati a maggio nelle seconde e quinte elementari, prime e terze medie e, da quest’anno, anche in tutte le seconde superiori. Oggi l’accusa di Equality Italia: i test rappresentano una discriminazione verso gli alunni disabili.

Spiega infatti Equality Italia, la rete trasversale per i diritti civili: "Quest’anno, con scientifica puntualità, il Ministero dell’Università e Ricerca ha deciso che gli "Alunni con disabilità intellettiva" non possano partecipare ai test di valutazione nazionale. Il motivo? Il loro handicap abbasserebbe la media generale, in special modo quella delle classi (cosiddette) campione. Ovviamente il distinguo riguarda anche gli ipovedenti. Non è tutto: se i genitori, mortificati da questa differenziazione, decidessero di portare comunque i loro figli a scuola, si troverebbero ad affrontare una nuova, l’ennesima, umiliazione. Gli studenti si troverebbero, infatti, a partecipare, questo sì, ai test, ma in classi separate. Così da non ‘distrarre’ i ‘normodotati’".

Aggiunge la responsabile Area Disabili Simona Clivia Zucchett: "Purtroppo non passa mese, se non settimana, che il MIUR non trovi il modo di far parlare di sé. Ma sempre in negativo. La Circolare ministeriale che ha introdotto questa scioccante disparità – prosegue Zucchett – è anticostituzionale. E’ una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, che sancisce l’eguaglianza di tutti i cittadini. Ed è altresì violazione della legge n° 577 del 1977, la quale impone espressamente alla scuola di integrare i bambini disabili con i bambini normodotati, proprio in virtù di quanto sancito dalla Costituzione, che forse al Ministero hanno omesso di leggere".

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