SCUOLA. Via libera Garante Privacy al regolamento del Miur. Più chiarezza su dati degli studenti

Chiarezza e massima cura nell’uso dei dati personali degli studenti. Sono queste le parole d’ordine con cui il Garante per la privacy ha dato il via libera allo schema di regolamento sui dati sensibili e giudiziari predisposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

In base al Codice in materia di protezione dei dati personali – ricorda l’organo di vigilanza nel notiziario settimanale – per poter raccogliere, utilizzare, conservare per le loro attività istituzionali dati delicati come le informazioni riguardanti la salute, la sfera religiosa, quella politico-sindacale, l’origine razziale ed etnica, le pubbliche amministrazioni devono adottare specifici atti regolamentari.

Il regolamento del Ministero che ha come fine la tutela della riservatezza degli studenti, contiene il quadro generale di garanzie per la gestione scolastica dei dati che incidono in modo più significativo sulla sfera privata degli studenti. A questo quadro si collegano tutele più specifiche previste per particolari documenti, come ad esempio il "Portfolio".

"Nel regolamento – spiega il Garante – viene chiarito, tra l’altro, che i dati sensibili degli studenti possono essere usati solo per specifiche finalità: i dati sulle origini razziali ed etniche possono essere trattati solo per favorire l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana; i dati relativi alle convinzioni religiose solo per garantire la libertà di credo religioso; i dati sulla salute solo per l’erogazione del sostegno agli alunni disabili, dell’insegnamento domiciliare e per il servizio di refezione; le informazioni sulle convinzioni politiche solo per la costituzione e il funzionamento delle consulte e delle associazioni degli studenti e dei genitori; i dati di carattere giudiziario sono trattati solo per assicurare il diritto allo studio anche a soggetti sottoposti a regime di detenzione".

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