SENATO. Riforma servizi pubblici, Catricalà: “Orientata a tutelare consumatore”

L’iniziativa di riforma dei servizi pubblici deve essere salutata con favore in quanto risulta mossa dall’intento di fornire oltre che maggiore certezza alla disciplina della materia, anche un rinnovato impulso verso la liberalizzazione e l’apertura al mercato che dovrebbero essere viste da parte delle Amministrazioni interessate non come un pericolo ma come una sfida e una buona occasione da cogliere. Così Antonio Catricalà, presidente Antitrust, all’audizione presso la I Commissione Permanente del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul riordino dei servizi pubblici.

Di estrema rilevanza – afferma il Presidente – risulta il tema della tutela degli utenti dei servizi pubblici cui il disegno di legge dedica un intero articolo. Rispetto all’impianto normativo vigente, il disegno di legge vuole rendere più incisivo il ruolo "partecipativo" degli utenti dei servizi pubblici in relazione alla modalità di prestazione dei servizi. In questa direzione si muove la previsione secondo cui le carte dei servizi devono essere adottate in conformità ad "intese" con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate: si introduce così uno strumento partecipativo che va oltre la mera consultazione per richiedere vere e proprie forme di accordo.

Inoltre Catricalà loda l’intento di perseguire quale modello preferibile, quello della concorrenza nel mercato e per il mercato da realizzarsi, quest’ultima, mediante l’esperimento di "procedure competitive ad evidenza pubblica". Il Presidente, invece, non condivide la clausola di "salvaguardia" prevista per la gestione pubblica delle risorse e dei servizi idrici. Rimettere ai soli soggetti pubblici la "gestione" dei servizi idrici, con l’esclusione di ogni forma di procedura competitiva, risponde infatti ad una logica diametralmente opposta a quella seguita dal disegno di legge per i restanti servizi pubblici. Sarebbe pertanto preferibile che la forma di gestione venisse definita di volta in volta in un’ottica di efficienza amministrativa, proprio a tutela del consumatore, senza escludere la possibilità che, oltre a soggetti pubblici, la gestione dei servizi idrici venga affidata a soggetti privati, selezionati a mezzo di procedure a evidenza pubblica trasparenti e competitive.

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