SESSIONE CNCU-REGIONI. Consumatori a confronto (2)

Massimiliano Dona (Unione Nazionale Consumatori). Il sogno dell’azione risarcitoria collettiva induce a porci una domanda fondamentale "chi siamo?". Faccio eco ad Antonio Longo lanciando un monito affinché nessuna parte professionale metta mai in dubbio la nostra competenza chiedendoci "chi siete?" come è accaduto durante le ultime audizioni parlamentari sulla class action. La risposta a quel "chi siamo" che ponevo all’inizio del mio intervento è: siamo l’ex popolo del front office sempre più numeroso e soprattutto sempre più giovane. Un popolo che voglio invitare a scoprirsi reciprocamente perché per troppo tempo ha indugiato alla contrapposizione e allo scontro. Un popolo che deve essere capace di essere radicale come diceva poc’anzi Trafiletti ma che non deve dimenticare di essere costruttivo. L’accordo raggiunto con l’Abi ci deve insegnare che la diversità è una risorsa alla quale non dobbiamo e non possiamo rinunciare. Tuttavia credo che ci sia bisogno di un’unità di intenti. La posta in gioco è alta e riguarda il grado di civiltà del nostro Paese.

Giovanni Ferrari (Casa del Consumatore). Siamo un’associazione giovane e per questo da quelle più "anziane" abbiamo solo da imparare. Tuttavia ho riscontrato una difficoltà comune cche riguarda la formazione dei nostri quadri. Il compito si rende necessario in quanto i temi che si propongono sono sempre più complessi e meritano risposte approfondite.

Mario Finzi (Assortenti). Accolgo la proposta lanciata da questo palco da chi auspicava un tavolo permanente di dialogo tra le regioni e le associazioni di consumatori: un’idea che dobbiamo riuscire a realizzare.

Luca Di Nella (Confconsumatori). Dobbiamo renderci conto della potenzialità economica insita nella politica a tutela dei consumatori: la tutela è importante per rilanciare l’economia a livello regionale.

Lorenzo Miozzi, presidente Movimento Consumatori. Questa incontro, in questo momento post liberalizzazioni, è una "conferenza di svolta". I due pacchetti Bersani hanno dimostrato che "cambiare si può". Adesso però, dopo la seconda "lenzuolata" ci chiediamo: cosa possono fare le regioni nel settore? I cittadini si aspettano di più dagli enti locali. Vengono enunciate tante politiche a tutela del consumatori ma poi queste devono anche concretizzarsi. Tanti ancora i problemi: dalla distribuzione dei carburanti ai trasporti pubblici locali alle professioni. Mi auguro che il prossimo anno potremo contare le azioni concrete delle regioni in tema di liberalizzazioni.

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