SESSIONE CNCU-REGIONI. Federalismo e commercio, liberalizzazione selvaggia o regole chiare?

La materia del commercio è ormai competenza delle Regioni, che in questi anni hanno vissuto la direttiva servizi. "Noi siamo in linea con la direttiva Bolkestein – ha detto Pietro Talarico, Dirigente Commercio e Consumatori della Regione Marche, nel suo intervento alla Sessione Programmatica del Cncu, in corso oggi ad Orvieto – Ma qual è il limite tra concorrenza e commercio? Noi abbiamo liberalizzato quello che si poteva liberalizzare, ma dobbiamo fissare regole certe e valide per tutti. Regole e non vincoli. Perché dobbiamo sapere chi è che gestisce un esercizio pubblico, visto che ha contatti con i cittadini. Non si tratta di vincoli all’entrata, ma di programmazione".

Sui carburanti Talarico ha dissentito da quanto detto dal Sottosegretario Saglia. "Quando noi Regioni parliamo di carburanti parliamo di commercializzazione non di energia. Il vero problema dei carburanti è quello della filiera, che è in mano alle 7 sorelle. Noi dobbiamo definire cos’è rete e cos’è extra rete perché il vero vincolo è quello. Per quanto riguarda gli orari di apertura dei servizi commerciali, non possiamo modificare la nostra cultura, quindi se decidiamo che la domenica non si apre, soprattutto se non è periodo di feste o turismo, non si apre". Talarico ha concluso sui saldi: "le Regioni vogliono da tempo un confronto con le associazioni di categoria perché vogliono uniformare il periodo delle promozioni".

"Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad un forte sviluppo della grande distribuzione, che ha avuto effetti dal punto di vista sociali, ambientali e occupazionali, come il lavoro del week-end". E’ quanto ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum. "Di lacci e lacciuoli, quindi, ce ne sono stati ben pochi e giocando sugli orari di apertura i Comuni limitrofi hanno combattuto una vera e propria guerra. Qui dobbiamo rimettere al centro l’uomo e non il business. Per noi – ha ribadito Giordano – questo vuol dire mettere al centro il consumatore. Per le aziende questo vuol dire mettere al centro il cliente, non a caso oggi la GDO sta recuperando il concetto della customer satisfaction, ma per gli enti vuol dire mettere al centro il cittadino. Per far questo dobbiamo recuperare tavoli concertativi su tutte le materie e con le AACC. La liberalizzazione selvaggia non è lo strumento che garantisce la tutela del consumatore. Sulle aperture domenicali ha ragione Talarico: dobbiamo decidere se porre al centro l’uomo. Perché non pensare ad un sistema misto, come succede per le farmacie? Aprire a turno, per ogni quartiere, un servizio. Infine oggi – ha concluso Giordano – non abbiamo parlato dell’e-commerce. Questo sarà un problema per il settore perché si sta sviluppando sempre di più".

Sul discorso dei servizi incide anche il federalismo. "Cos’è che ci spaventa del federalismo? – ha chiesto Mario Finzi, Presidente di Assoutenti – Io mi preoccupo perché i criteri e le metodologie che definiscono i livelli essenziali dei bisogni e delle prestazioni sono ancora tutti da scoprire, quindi non sappiamo come questo avverrà. Tutto si giocherà sulle norme di attuazione della legge delega. Il 28 ottobre le Regioni hanno rifiutato già alcune norme di attuazione del decreto fiscale. C’è quindi una chiara indeterminatezza di come questo andrà avanti – ha ribadito Finzi – e di questa indeterminatezza probabilmente ne faranno le spese i consumatori e gli utenti. In questa partita che si deve giocare non sappiamo neanche chi sono le squadre. Per noi il punto centrale da tenere d’occhio è rappresentato proprio dalle norme che definiranno i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi".

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