SESSIONE CNCU-REGIONI. Federalismo, prof. Mannheimer: “Italiani spaccati a metà”

"Il dato principale che emerge dalla ricerca sul federalismo è la spaccatura a metà degli italiani, metà sono molto favorevoli, metà meno favorevoli, una spaccatura dovuta anche a una divisione territoriale: a Sud sono evidentemente più scettici". Ma gli italiani conoscono il federalismo? "No, non lo conoscono, lo conoscono in pochi, si sa il nome ma cosa sia concretamente non si conosce". È quanto afferma Renato Mannheimer, professore all’Università degli Studi Milano Bicocca, che ha presentato oggi la ricerca "Il federalismo secondo gli italiani", nell’ambito della XI Sessione programmatica del CNCU in corso a Orvieto.

Cosa emerge dalla ricerca? Per gli italiani, fra le questioni più importanti che il governo deve affrontare c’è al primo posto il lavoro e l’occupazione con il 40% delle segnalazioni: il federalismo viene molto dopo, segnalato solo nel 3% dei casi. Per il 48% degli italiani l’attuale struttura territoriale "va bene, la si deve solo far funzionare meglio", mentre una percentuale pari al 35% indica che "bisogna attribuire maggiori poteri agli enti locali, soprattutto ai comuni e alle Regioni". Solo il 10% afferma che "occorre realizzare uno stato federale, che dia autonomia e poteri alle attuali Regioni". L’aggregazione delle risposte mette in evidenza la spaccatura a metà del campione: il 48% degli italiani ritiene che l’attuale struttura territoriale va bene e vada solo migliorata, contro un 46% per il quale occorre attribuire maggiori poteri e autonomia alle Regioni.

La divisione emerge sostanzialmente anche dall’atteggiamento generale verso il federalismo: aggregando i "molto favorevoli" (7%) e gli "abbastanza favorevoli" (35%) si ottiene infatti una percentuale pari al 42% di favorevoli, contro il 40% di italiani che manifesta un atteggiamento contrario nei confronti del federalismo (pari alla somma fra il 16% di "molto contrari" e il 24% di "abbastanza contrari").

L’affermazione "il federalismo fiscale è necessario per un migliore sviluppo del Paese" è condivisa dal 55% del campione, mentre il 38% non la condivide. L’affermazione "il federalismo fiscale danneggerà le Regioni del Sud" è condivisa dal 53% del campione contro il 37% che non la condivide. Percentuali simili per l’affermazione "il federalismo fiscale è un altro modo di spendere i soldi dello Stato che potrebbero essere risparmiati o utilizzati per altro", condivisa dal 52% del campione contro il 41% che non la condivide.

Altro giudizio sul quale è stato chiesto l’accordo è l’affermazione "è giusto che i soldi raccolti in una Regione attraverso le tasse vengano poi utilizzati per lo più in quella Regione": d’accordo è il 55% del campione contro il 39% che non condivide. Attenzione però, perché non viene dimenticata la dimensione della solidarietà. All’affermazione "è giusto che i soldi raccolti in una Regione tramite le tasse vengano utilizzati anche per aiutare le altre Regioni più povere" si dichiara d’accordo il 69% degli intervistati, contro un residuo 26% che afferma di non condividere.

Interessante anche la risposta alla domanda se gli italiani siano visti come un popolo o come "un insieme di popoli": ebbene, "più della metà degli intervistati vede gli italiani come un insieme di popoli", una valutazione espressa dal 54% del campione contro il rimanente 46% che considera gli italiani un "popolo unico". In particolare, la considerazione degli italiani come "popolo unico" è espressa da 55-64enni (50%), al crescere del titolo di studio (laureati 51%), da studenti (50%) e pensionati (51%), da chi in politica si sente di sinistra/centro sinistra (52%), dall’elettorato PD (54%). La valutazione sugli italiani come "un insieme di popoli" è invece fatta propria soprattutto da residenti al centro (58%), Imprenditori/liberi professionisti/lavoratori autonomi (58%), casalinghe (60%), persone in cerca di occupazione (66%), da chi in politica si sente di destra (61%) o non si colloca (62%), dall’elettorato della Lega Nord (67%) e dagli astenuti al voto (62%).

La spaccatura a metà del campione riemerge davanti all’affermazione "l’introduzione del federalismo fiscale di certo attenuerà l’unità del Paese": il 47% condivide, l’altro 47% no.
L’operato del Governo rispetto al tema del federalismo risente di una valutazione complessivamente critica, se è vero che i giudizi positivi si limitano al 36% contro il 59% di giudizi negativi (somma di molto negativi e abbastanza negativi).

Conclusione? "La questione del federalismo – afferma il prof. Mannheimer – non è la più sentita dagli italiani ma suscita un dibattito che spacca in due il paese sulle opinioni. Sul federalismo c’è tanto da discutere e tanto da chiarire".

 

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.